Il lungomare di Catania dopo l'uragano Harry: brutto da ricordare, urgente da ripensare
Lungomare Catania dopo il ciclone Harry il
"Il percorso pedonale, lungo il water front catanese Europa-Ognina, obiettivamente era brutto malgrado la naturale bellezza dell'affaccio, in alcuni tratti, sulle rocce laviche a picco sul mare. Esteticamente raffazzonato e sciatto nei dettagli, per la scelta del materiale bituminoso della pavimentazione, per gli arredi disomogenei e le fragili essenze arboree frantumabili ad ogni folata di vento.
Che fosse brutto è vero, ma ci si passeggiava e a tanti sportivi e non offriva una pista per sgranchirvi le gambe respirando la salmastra brezza marina. Ora lo rimpiangiamo tutti, brutto com'era, dopo la devastazione dell'uragano Harry e la chiusura in attesa del ripristino dei molteplici crolli.
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Adesso non si può più perdere tempo, bisognerà accelerare il completamento dell'arteria carrabile "De Gasperi", più a monte, e procedere alla sistemazione del lungomare col previsto nuovo Parco lineare. Si pera che tale intervento apporti l'adeguata messa in sicurezza del bastione di contenimento strutturale sulla scogliera basaltica. Che apporti anche una altrettanto indispensabile qualità estetica che non sia effimera ma studiata per resistere nel tempo al mutamento climatico, a cui dobbiamo abituarci e di cui l'uragano ha testé fornito un esempio plastico.

Che ne dicano i negazionisti, la natura si sta ribellando all'azione antropica climalterante, producendo gli stessi scenari bellici creati dall'uomo. Le bombe d'acqua, il vento e i marosi saranno sempre più distruttivi al pari della dinamite. Che sia un monito per gli "indifferenti" da cui prendere insegnamento? Facciamo in modo che i nuovi futuri amministratori siano tecnici competenti, capaci di affrontare la gravità del momento storico".
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Adriano Sicari