Piste ciclabili a Catania: opportunità o spreco travestito da modernità?
La pista ciclabile, che arriva dal viale Africa, promuove un bel giro panoramico nell'orrore del largo intitolato a Leonardo Sciascia, che come l'adiacente piazza Europa, da anni offre una immagine di abbandono al degrado da far vergognare chiunque abbia un briciolo di orgoglio campanilistico.
Catania neppure lontanamente è accostabile, per sensibilità ambientalista e propensione al risparmio energetico, alle città d'Italia ciclabili per antonomasia, quali Bolzano, Padova, Ferrara, Reggio Emilia e Modena. Eppure la città etnea si sta superattrezzando di piste ciclabili. Per quanti amatori di questo sport e a discapito di cosa? A detrazione di percorsi pedonali e di aree di sosta e parcheggio nelle sedie carrabili, come sottolineano i tanti cittadini sui social o intervistati dai media.-1780053420936.jpeg)
A quanto pare è stato scoperto un filone "d'oro" da sfruttare, ovvero finanziamenti tematici su cui l'amministrazione comunale ci si butta a capofitto. Perché a Catania l'importante è intercettare i soldi pubblici in procinto di essere erogati, aggiudicarseli e spenderli, non importa per cosa e per quale durata. I progetti, per nuove piste ciclabili e itinerari di mobilità sostenibile, sarebbero finanziati principalmente con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e, in misura complementare, da fondi europei. In particolare i fondi PNRR sarebbero mirati alla creazione di itinerari ciclabili strategici, come il collegamento tra sedi universitarie e nodi di interscambio cittadino (metropolitane e stazioni). Quelli europei, per la mobilità sostenibile, destinati ad interventi di riqualificazione urbana e la creazione di corsie ciclabili, come quella realizzata nella zona di Viale Africa. Obiettivo finale è l'integrazione al "Biciplan metropolitano" per connettere l'intero territorio.
Queste piste ciclabili, imposte dall'alto e che non hanno aderenza con la "cultura" locale, stanno suscitando non pochi malumori. Se ad essere salvati sarebbero solo i parcheggi a strisce blù, e se si riducono gli spazi di percorrenza pedonale, il malumore è plausibile. Lo scontento sarebbe anche dei ciclisti, spesso portati ad evitare le piste a causa di difetti adi progettazione, scarsa manutenzione e frequente commistione con pedoni ed ostacoli. Ma l'amministrazione non sembra dimostrare particolare imbarazzo per la cittadinanza che disapprova, cercherà di rabbonirla e sedurla ad apertura della prossima campagna elettorale. E la risposta dei catanesi sarà la solita, sotto l'effetto di non si sa quali oppiacei, rimosse le critiche, le rinnoveranno il consenso di sempre.
Adriano Sicari