Largo Franco Battiato restituito alla città: ora servono più alberi e spazi vivibili
Dopo la devastazione del ciclone Harry è stato restituito ai catanesi il settore est, affacciato sul mare, di Piazza Nettuno. È finalmente tornato a pulsare di vita il Largo intitolato al cantautore Franco Battiato, che come gran parte del lungomare Europa-Ognina, era rimasto interdetto alla fruizione per via dei danneggiamenti subiti nel gennaio di quest'anno.
Il ripristino delle pavimentazioni asportate dai marosi e delle sopravvissute attrezzature ginniche e della bambinopoli, hanno fatto ritornare alla sua funzione di area di svago e di socializzazione un luogo iconico della città. Purtroppo un'area che risulta oggi più sguarnita e, come prima, con zero zone d'ombra per l'inesistente presenza di alberi idonei. Insomma un'isola di vivace calore umano ma ahimè anche di calore in gradi centigradi a cui non si è pensato di porre rimedio. Un beverino d'acqua potabile neanche a parlarne, ma vista la fine che fanno di solito in città forse è meglio così.
Quando si ricorderanno, coloro che progettano per la città, che le aree alberate la renderebbero più fresca e vivibile? Abbasserebbero la temperatura mitigando il calore delle sterminate colate di asfalto e cemento. Gli alberi svolgono un'azione importante anche contro l'inquinamento in quanto assorbono anidride carbonica, rilasciano ossigeno e purificano l'aria fungendo da filtro naturale contro le polveri sottili (a Catania con l'Etna ne sappiamo qualcosa).
Purtroppo le zone d'ombra da chiome verzute da noi sono insufficienti a dare refrigerio diffuso nella stagione più torrida, spesso da bollino rosso. In città ne occorrerebbero di più. Non bastano le concentrazioni di alberi in quelle poche aree centrali quali i Giardini Bellini e Pacini, le Piazze Roma, Jolanda, Verga e i più recenti Parchi Gioeni e di Viale Raffaele Sanzio. Strade alberate pochissime.
Una ottimale pianificazione urbanistica dovrebbe prevedere nuclei verdi, anche minimi ma diffusi e soprattutto in periferia a stretto contatto con le unità abitative, dove svolgere la funzione di isole pedonali ombrose, attrezzate di panchine, beverini e cestini porta rifiuti. Piccoli moduli urbani di frescura, ideali luoghi di relax e socializzazione, potrebbero far nascere, nei residenti dirimpettai che ne fruiscono direttamente, un senso di appartenenza e di responsabilità anche, perché no, a prendersene cura e provvedere al mantenimento del loro decoro ed efficienza.
La gestione del bene comune da parte dei cittadini fruitori, è quanto si dovrebbe promuovere per sopperire alla carenza dell'azione pubblica e garantire ai luoghi il presidio che è carente, ovvero custodia e vigilanza. Non si chiederebbe un contributo economico, a questo deve provvedere l'amministrazione comunale attingendo dai fondi provenienti dalla tassa di soggiorno, ma tempo e presenza è possibile e potrebbe motivare anche tanti pensionati a svolgere ancora un ruolo attivo utile alla collettività.
"Più alberi, meno cemento" è l'obiettivo su cui dovrà puntare qualsiasi intervento di rigenerazione urbanistica da ora in poi. Purtroppo in quelli che vengono realizzati, da quel che si constata anche nel suddetto largo Franco Battiato, si tende a mettere a dimora alberelli troppo giovani e fragili che richiedono tutori e annaffiatura costante per lunghi periodi, almeno fino ad attecchimento. Questa cura non sempre viene assicurata alle giovani piante. Concluso l'evento mediatico che pubblicizza la piantumazione di nuovi alberi, con tanto di sorrisi a favore di telecamere da parte del politico green di turno che si intesta il merito della iniziativa, l'interesse per quel giovane arbusto scompare e dimenticato svanisce la sua possibilità di crescere e farsi albero ombroso.
Da internet apprendo di "Adotta un albero", una iniziativa di CleanUp Sicily che invita cittadini, attività commerciali, associazioni e comitati civici a prendersi cura degli alberi del proprio territorio. Bastano 10 litri di acqua a settimana per far sopravvivere gli alberi più giovani e di recente piantumazione e fargli superare il periodo estivo.
Sapere che ci sono dei volontari armati di buona volontà che, con bottiglie e bidoncini d'acqua, si recano nelle ore più fresche del mattino o della sera presso l'albero che hanno scelto di curare per dissetarlo, ci fa ricredere sulla nomea che vuole che i catanesi siano tutti uguali. Il marchio di sporcaccioni, indifferenti al bisogno di decoro e pulizia, ci infama tutti, ma non siamo tutti uguali per fortuna.
A Catania non c'è solo teppismo e cialtroneria. La parte sana della popolazione deve pretendere che questo venga detto e dimostrato per far ricredere chi ci ha etichettato. Facciamoci promotori di comportamenti rispettosi e civili volti a lasciare un segno sulla città più forte di quello che sembra prevalere. Se siamo "tutti devoti tutti" e ci inorgoglisce gridare "Fozza Catania", devozione e orgoglio dedichiamoli non solo alla Santuzza e alla squadra calcistica ma anche alla nostra città che è la casa comune e come tale merita di essere tenuta pulita ed efficiente, rigogliosa di vita empatica e accogliente.
Il nostro futuro dipende da noi, non restiamo fermi ad aspettare che qualcuno, per conto nostro, ce lo confezioni a suo piacimento. Svegliamoci, non facciamoci più rappresentare da chi non ha le qualità per farlo!
Adriano Sicari