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La fontana di Largo Paisiello, a Catania, merita nuova vita

19 Luglio 2026, 17:40

La fontana di Largo Paisiello com'era un tempo

La fontana di Largo Paisiello com'era un tempo

LA FONTANA DI LARGO PAISIELLO, A CATANIA, MERITA NUOVA VITA.

Leggo su "Lo dico a La Sicilia" ancora lettere accorate di lettori che chiedono, ahimè inascoltati, il ripristino della Fontana artistica di Largo Paisiello. Di quella pregevole installazione zampillante d'acqua che un efficace impianto di illuminazione riverberava in mille riflessi fluidi, ondeggianti sulle facciate della cortina architettonica della piazzetta che ne raccoglieva il suono argentino e si trasformava in ameno rarefatto spazio sensoriale. Di quella sospesa oasi di pace, isola vitale quasi estraniante, in pieno centro cittadino, rimane solo il ricordo nostalgico. Nulla di quella magia è più rintracciabile nella realtà odierna.

Abbandonata al degrado, all'incuria, al deposito di immondizia, forse con un impianto idrico guasto perché obsoleto e da sostituire, alla vagheggiata bella Fontana di Largo Paisiello è toccata la stessa sorte di tante altre fontane di Catania. L'incapacità dell'amministrazione comunale a provvedere alla loro gestione, assicurandone l'immediata riparazione dei guasti in tempo reale, vigilanza, manutenzione e pulizia è ormai assodata consuetudine oltre che una vera tragica piaga.

La Fontana del Ratto di Proserpina, situata nei pressi della Stazione Centrale, è spesso segnalata come ridotta a discarica e in stato di increscioso abbandono a fare da biglietto da visita per chi arriva in treno per conoscerci, pieni di aspettative. Così la Fontana dei Malavoglia, in piazza Verga, soffre degli stessi mali come la Fontana del Tondo Gioeni, spesso con la vasca asciutta e piena di rifiuti, la Fontana di piazza Teatro Massimo, quelle all'interno del Giardino Bellini, quelle della recente piazza ex Santa Marta e le svariate fontanelle e beverini, sempre di meno, dei quartieri periferici.

Per far fronte a questa problematica, se il Comune stanzia raramente fondi (attinti dalla tassa di soggiorno) per interventi straordinari di pulizia, ripristino delle superfici lapidee e rimessa in funzione degli impianti, in quei frangenti si vede qui e là qualche miglioria ma dalla durata di un battito d'ali. Le effrazioni teppistiche e la sciatteria degli sporcaccioni sono pronte in agguato a danneggiare e sporcare. In un attimo si inficia qualsiasi tentativo di cancellare il marchio che ci infama. In un tempo in cui sembra prevalere l'imbarbarimento e la malacreanza sui comportamenti rispettosi e civili, qualsiasi intervento di rigenerazione, che si tratti di arredo urbano, attrezzature e spazi per la socializzazione e il verde pubblico, non sopravvive alla ostinazione ostile di chi vuole che la città non si sollevi dall'indecenza in cui sprofonda. Ciò non vuol dire che non bisogna più insistere nella "cura" e abbandonare Catania al suo destino.

Tornando alla degradata Fontana di Largo Paisiello, lì dove tarda ad arrivare l'intervento pubblico, perché non proporre la sua adozione ai privati che più direttamente ne godrebbero del suo ritorno alle origini? Parlo dei negozi e dei condomini che vi si affacciano. Non sarebbe uno sforzo finanziario proibitivo, se così partecipato da più soggetti, e sicuramente un bel segnale di civismo per tutta la città. Una iniziativa encomiabile da elevare a modello-pilota da reiterare in tanti altri contesti simili.

Se i privati cittadini cominciassero a prendersi cura, anche di un breve tratto, di quel che sta oltre la loro soglia di casa, vedendolo come un suo continum, qualcosa di bello accadrebbe. Sboccerebbe un senso di responsabilità sui beni comuni, di appartenenza identitaria ai luoghi fruiti, di cui andare orgogliosi. Se si partisse dall'adozione di aiuole fiorite e alberate, beverini e panchine sarebbe un sogno... perché non sognare, cosa ci resta altrimenti?

Tra i sognatori c'è qualcuno disposto ad abbandonare le lamentazioni inascoltate per farsi promotore e organizzatore di una iniziativa di questo tipo? Volere è potere. Una iniziativa dal basso, che schiaffo morale sarebbe per l'amministrazione comunale! Tra i sogni includerei quello che il sindaco desse meritata risposta ai reclami qui segnalati. Possibile che si dia apertura all'ascolto solo in tempo di elezioni?

Adriano Sicari