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Pagato il parcheggio, multato lo stesso: segnaletica sbiadita e dubbi a Catania

23 Luglio 2026, 15:56

Largo Paisiello: stallo disabili

Largo Paisiello: stallo disabili

Scrivo questa lettera non per sottrarmi alle mie responsabilità, ma perché ritengo che quanto mi è accaduto debba far riflettere.

Il 22 luglio ho parcheggiato la mia auto in Largo Paisiello, a Catania. Convinto di trovarmi in uno stallo a pagamento, ho fatto quello che ogni cittadino corretto dovrebbe fare: ho acquistato regolarmente il ticket AMTS e ho pagato la sosta.

Al mio ritorno, però, l’auto era stata rimossa.

Mi è stato contestato di aver occupato uno stallo riservato alle persone con disabilità. Il risultato è stato un verbale da 330 euro (231 euro pagati in misura ridotta), il costo del carro attrezzi (84 euro) e la decurtazione di quattro punti dalla patente.

Voglio essere molto chiaro: gli stalli riservati alle persone con disabilità devono essere rispettati e tutelati (cosa che ho SEMPRE FATTO). Su questo non ci sono dubbi.

Quello che contesto è un’altra cosa: la chiarezza della segnaletica.

Dopo l’accaduto sono tornato sul posto e ho documentato tutto con fotografie e video. Ho notato che la segnaletica orizzontale degli stalli riservati è estremamente sbiadita, mentre sono ancora visibili le vecchie tracce delle strisce blu dei precedenti parcheggi a pagamento.

Inoltre, il cartello verticale che indica i due posti riservati è collocato prima della curva che dal Largo Paisiello svolta verso Via Domenico Cimarosa, ovvero posta alla fine di Via Beato Bernardo e, a mio avviso, non è assolutamente visibile nel senso di marcia effettuato. È una situazione che può trarre in errore un automobilista in buona fede.

La prova della mia buona fede è semplice: se avessi voluto occupare abusivamente uno stallo riservato, perché avrei dovuto pagare il parcheggio?

Mi sono recato presso gli uffici AMTS chiedendo almeno un riesame della vicenda, mostrando il ticket della sosta, le fotografie e il video. Mi è stato risposto che l’unica possibilità era presentare ricorso al Prefetto, assumendomi il rischio di dover pagare una somma ancora maggiore in caso di rigetto.

Alla fine ho deciso di pagare, non perché convinto della correttezza della situazione, ma perché non potevo permettermi il rischio economico di un eventuale rigetto del ricorso.

A questo punto vorrei rivolgere una domanda pubblica al Comune di Catania e ad AMTS. Quanti verbali sono stati elevati proprio in quei due stalli rispetto agli altri stalli riservati presenti in città?

Se il numero fosse particolarmente elevato, non sarebbe forse opportuno interrogarsi sulla chiarezza della segnaletica in quel punto e valutare un suo miglioramento, nell’interesse sia delle persone con disabilità sia dei cittadini?

Perché l’obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che gli automobilisti sbaglino, non quello di accertare il maggior numero possibile di violazioni.

Questa vicenda mi è costata denaro, tempo e molta amarezza.

Mi auguro che possa almeno servire ad aprire una riflessione pubblica e, se necessario, a migliorare una segnaletica che, a mio avviso, oggi non tutela adeguatamente né chi ha diritto a quegli stalli né chi, in assoluta buona fede, ritiene di trovarsi in un normale parcheggio a pagamento.

Alfredo Bertello