A Catania la "fontana della Vela" di piazza Europa è nuovamente a secco
Il 29 aprile 2022 segnalavo a questa rubrica lo stato miserevole in cui languiva la Fontana della Vela di Piazza Europa, andata in disuso e caduta nel dimenticatoio (un classico catanese!) di chi l'avrebbe dovuta mantenere in vita, custodire, manutentare, aggiustarne i guasti in tempo reale per non interromperne mai il godimento. Danneggiamenti e mutilazioni l'avevano ridotta a rudere, spogliata delle originarie lastre lapidee che la rivestivano, delle lamine di ferro e dei pannelli decorativi in bronzo dello scultore Domenico Girbino. Svanito il ricordo degli effetti d'acqua che evocavano una vela mossa dalla brezza marina, scrivevo: "Quando su una fontana scende il silenzio e si spegne il suono e lo scintillio dell'acqua, nel luogo è come se morisse la sua anima".
Alla fine di ottobre 2023, la strombazzata mediatica di routine dava notizia degli effettuati lavori di riqualificazione della piazza. Alla consegna avevano partecipato amministratori locali, il sindaco e l'assessore di competenza. Tutti, con sorrisi a favore di telecamere, si auguravano che lo spazio venisse fruito dall'intera cittadinanza come nel passato (magari con maggior cura e rispetto), dopo i trascorsi lunghi anni di incuria e abbandono. I lavori di rigenerazione urbana erano stati finanziati con circa un milione di euro dal PON Metro 2014-2020 nell'ambito del progetto “Spazio e Sport” che mirava a proporre la rigenerazione di numerosi spazi del capoluogo etneo, riconvertiti con nuove funzioni e attrezzature.
L'ammodernamento della piazza ha previsto la ripavimentazione e puntato soprattutto sull'arredo urbano, con l'inserimento di panchine smart, con prese di corrente elettrica per la ricarica di smartphone e tablet, ha installato telecamere di videosorveglianza, stazioni di ricarica di monopattini e bici elettriche, un impianto di protezione con defibrillatore. Ha rifatto l'impianto di illuminazione pubblica e quello artistico della fontana e della storica garitta e incluso la piantumazione di alberi e fiori nelle aiuole e fioriere per contenere l'entrata di motorini e biciclette. Un restauro, d'intesa con la Soprintendenza, ha riportato la Fontana della Vela alla sua originaria vitalità e bellezza. Il Deus loci, così risvegliato dopo il lungo coma, oggi ha una ricaduta. È la recidiva di quel cancro catanese che combina cattiva amministrazione e incapace gestione del patrimonio collettivo col maleducato e incivile comportamento di tanti cittadini. La Fontana è di nuovo asciutta, impossibilitata a dare refrigerio in quell'isola di calore in mezzo a cui si erge come un totem spettrale. Silenzio tombale e scomparsa dei colombi che vi si abbeveravano, inquieta quanto il degrado che è tornato a circondarla. Non c'è più traccia delle svariate dotazioni hi-tech, come prevedibile (ma non da chi ha approvato il progetto!) fatte fuori dai soliti teppisti nemici della città. Scomparsi i fiori, gli alberelli sono rimasti striminziti come i loro accenni d'ombra. Le limitrofe aree destinate a bambinopoli e fitness rimaste sguarnite di alcuni attrezzi, spariti.
È triste che a Catania ci si debba lamentare sempre delle stesse criticità e rassegnare a tanta desolazione e degrado, perché al decoro e all'efficienza non è dato durare nel tempo. Ci saranno nuovi esborsi di denaro pubblico che ci permetteranno di fare un altro giro, un'altra corsa, in quella giostra della bellezza che avrà sempre i giorni contati?
Adriano Sicari