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Marina di Ragusa in stallo: 80 giorni dopo l'allarme l'area cani resta nel degrado

24 Agosto 2026, 14:07

Marina di Ragusa in stallo: 80 giorni dopo l'allarme l'area cani resta nel degrado

Rifiuti Marina di Ragusa

Sono trascorsi 80 giorni dalla pubblicazione dell’articolo su La Sicilia che denunciava il grave stato di abbandono dell’area cani di via Portovenere, della “spiaggia degli americani” e del verde pubblico di Marina di Ragusa.

10 settimane in cui nulla è stato fatto. Non un intervento, non una riparazione, non un segnale di presenza da parte dell’amministrazione.

Eppure, nelle more, sono state effettuate ulteriori segnalazioni formali e interlocuzioni dirette con gli assessori competenti (il 7 luglio, con dettagli puntuali sulle criticità già note da oltre due anni ed il 14 luglio alla presenza del dott. Fabrizio Ilardo, che ha contattato telefonicamente l’assessore davanti a me, chiedendo un intervento immediato).

Anche questa volta, però, le parole sono rimaste parole al vento.

La situazione è paradossale: in oltre due anni non si è riusciti a risolvere una problematica banale, che richiederebbe interventi minimi e di ordinaria amministrazione:

Manutenzione della rete perimetrale dell’area cani, ancora oggi danneggiata e pericolosa.

Modifica o chiusura della fontanella, utilizzata impropriamente dai bagnanti per lavarsi piedi, giochi e sedie, causando ristagni, fango, zanzare e ostruzioni (nonché il rischio di fuga dei cani liberi, considerato che gli avventori non chiudono).

Installazione di un semplice cartello che regolamenti l’accesso e l’uso dell’area.

Tre interventi elementari, dal costo irrisorio, che qualsiasi amministrazione efficiente avrebbe risolto in pochi giorni. Qui, invece, siamo al ventiseiesimo mese di attesa, con continue vane rassicurazioni.

A questo punto la domanda è inevitabile: se l’amministrazione non è stata in grado, in oltre due anni, di sistemare una rete, regolare una fontanella e installare un cartello, come possono i cittadini sperare che affronti problemi ben più complessi?

Come si può confidare nella capacità di gestire la carenza idrica, la raccolta dei rifiuti, l’ordine pubblico, la manutenzione del territorio?

I cittadini non chiedono privilegi. Chiedono rispetto, manutenzione, decoro, attenzione.
Giulia Occhipinti