Un Central Park per Catania: trasformiamo Corso Martiri della Libertà in un polmone verde
Che il Corso Martiri della Libertà non diventi, per Catania l'ennesima occasione persa di avere un polmone verde nel cuore pulsante della città. Una sorta di Central Park, è l'attesa infrastruttura green sognata dai catanesi. L'ideale vocazione di quella lunga teoria di fossati lasciati dalla demolizione del vecchio San Berillo. Sarebbe il risarcimento tardivo a tutta la comunità per la impietosa deportazione dei vecchi abitanti del quartiere.
Questo Parco lineare, che esteso da piazza della Repubblica raggiungerebbe la scogliera d'Armisi sul mare, sarebbe una irresistibile promenade di collegamento della stazione ferroviaaria con le storiche piazza Stesicoro e via Etnea. Un'area naturalistica, ombrosa con alberi d'alto fusto, bassissima cementificazione e suolo riportato alla sua naturale funzione assorbente e drenante.
Per carità non vi si preveda nuova edificazione, Catania ora ha più bisogno di alberi d'ombra che di centri commerciali e alberghi! Sarebbe quanto di più sbagliato, soprattutto in questo momento di corsa ai rimedi per la mitigazione del calore nella città.
Da più parti si conviene che rinaturalizzazione dei suoli e riforestazione urbana, siano gli unici interventi plausibili per difendere la città dalle ondate di aria bollente delle estati torride che la crisi climatica, da ora in poi, trasferirà alle nostre latitudini. "Più alberi e meno cemento e asfalto" è il mantra della rigenerazione urbanistica, anche a Catania, per abbassare la temperatura delle sue isole di calore, ossigenare l'aria e filtrarne le polveri leggere.
Alla fine prevalga l'interesse collettivo alla vivibilità urbana, piuttosto che quello di chi aspirerebbe a lucrare sul cemento.
Adriano Sicari