I cavalli di Piazza Università accendono il dibattito a Catania
L'installazione a Piazza Università della vistosa scultura bronzea "Figthing Horses" di Arturo di Modica (1941 - 2021), 8 metri d'altezza per 14 di larghezza, ha acceso un dibattito tra i catanesi, come prevedibile. Ad agitare gli animi è la scelta di una delle piazze più iconiche del centro storico per accogliere un "oggetto" tanto estraneo e ingombrante (direi spiazzante!). L'inserimento, all'interno della intatta cortina settecentesca, dei due enormi cavalli che si fronteggiano in posizione eretta, sospesi sulle zampe posteriori, appare invadente e prevaricante il contesto architettonico. Sicuramente in quel sito è una installazione che può essere tollerata solo se temporanea e di breve durata. Inimmaginabile pensarla permanente con la pretesa di integrarsi alla piazza storica e divenire simbolo della città. Su questa permanenza nulla è stato ancora precisato.
C'è chi teme si possa ripetere quanto accaduto col "Toro di Wall Street", dello stesso scultore che a spese sue installò abusivamente di notte (15-16 dicembre 1989) davanti il palazzo della Borsa di New York per restarci definitivamente. Mi piacerebbe sapere come si è espressa la Soprintendenza ai Beni Artistici, Ambientali e Culturali di Catania. Senza entrare nel merito della qualità artistica dell'opera, la perplessità non è tanto per l'accostamento di vecchio e nuovo, antico e contemporaneo, quanto per la dimensione del gruppo scultoreo che impatta in quello spazio come un incongruo "fuori scala".
Lungi dal voler scoraggiare le donazioni di opere d'arte alla città, che accrescono il patrimonio culturale, si tratta di trovare i luoghi adatti ad accoglierle, perché si possano apprezzare nella loro giusta impaginazione. Non si ripeta l'imperdonabile rifiuto che è stato opposto alle sculture del grande artista Emilio Greco che, se la memoria non mi inganna, sarebbero state donate alla città a condizione venissero esposte permanentemente nelle sale del Castello Ursino, dopo una memorabile retrospettiva che lì si tenne tanti anni fa. Si sa che Catania colleziona meglio le occasioni perse. Si accolga, dunque con riconoscenza l'opera di Arturo di Modica, ringraziando gli eredi dell'artista, ed auspichiamo che l'esempio sia emulato. Naturalmente stenderei un velo pietoso sulla "liscia", tutta catanese, che ha inteso alludere ad una popolaresca tradizione gastronomica locale.
Per la location dei "Figthing Horses" proporrei in alternativa il realizzando Parco lineare del lungomare Europa - Ognina, in Piazza Nettuno per l'esattezza. Vogliamo rititolare l'opera "Cavalloni Marini" con riferimento ai marosi che sferzano la scogliera basaltica quando s'alza il vento? Magari a propiziare che l'uragano Harry non abbia più a tornare dalle nostre parti a far danni? La collocazione di questa scultura potrebbe dare il via all'inserimento di altre che nel tempo farebbero del lungomare rigenerato una galleria d'arte a cielo aperto (manutenzioni, presidio e custodia, vigilanza e teppismo permettendo). Una ulteriore peculiarità attrattiva per il nuovo walter front che a Catania stiamo tutti aspettando.
Adriano Sicari