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Polemiche accoglienza, Giusy Nicolini: «Un anguria rubata non è emergenza»

L'ex sindaco di Lampedusa interviene dopo l'appello dell'attuale primo cittadino Martello che aveva chiesto la chiusura dell'hot spot per motivi di sicurezza. Anche il medico Bartolo conferma che l'isola resta aperta ai migranti

Polemiche accoglienza, Giusy Nicolini: «Un anguria rubata non è emergenza»

Giusy Nicolini, Totò Martello

 ROMA - «Ma vi pare che un tunisino che ruba un’anguria, dopo vent'anni di sbarchi, possa costituire un’emergenza? Non mi sembra ci siano altre denunce, e io a Lampedusa ci vivo: quello scenario emergenziale è stato descritto in modo artificioso, perché giustifica il vittimismo, favorisce gli affari e l’illegalità». Così Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa, che in un’intervista a Repubblica definisce «spregiudicato e rozzo» l’allarme lanciato dall’attuale primo cittadino dell’isola, Totò Martello. «Non c'è alcun problema di ordine pubblico. L’unico problema ce l’ha il sindaco con il suo elettorato, cui aveva promesso di non fare uscire più gli immigrati dal centro d’accoglienza. Lui parla a una piccola parte retriva della popolazione», dichiara Nicolini, secondo cui «è assurdo il tentativo di far credere che l'isola sia in mano a un gruppo di delinquenti e che lo Stato sia assente. Mi risulta che diversi imprenditori turistici abbiano già redarguito Martello».


«Prima che mi insediassi io, cinque anni fa, il patto scellerato fra l’amministrazione locale e i governi di centrodestra si fondava più o meno sugli stessi argomenti, allo scopo di far piovere fondi per manifestazioni canore e altre cose assurde», racconta Nicolini. «Martello vuole la moratoria fiscale? Attivi i canali istituzionali, se ne è capace, invece di giocare a fare lo sceriffo». 

«La politica di accoglienza di Lampedusa non sta cambiando, le parole del sindaco Totò Martello si riferivano a un problema con alcuni nuovi arrivati dalla Tunisia, ma è tutto sotto controllo. Siamo un popolo di mare, accogliamo tutti quelli che arrivano». Anche Pietro Bartolo, responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, è intervenuto sulla questione dopo le polemiche suscitate dalle parole del nuovo sindaco dell’isola che ha chiesto la chiusura dell’hotspot.
«La porta di Lampedusa resterà sempre aperta, sempre, e il primo a dirlo è lo stesso sindaco Martello». 

«Voglio far cadere il pregiudizio, non è vero che i migranti portano malattie gravi, la vera malattia che hanno è il disagio psicologico. Subiscono violenze inaudite, mi risultano casi di persone che sono state torturate, sulla loro pelle il tentativo di scuoiarli». L’agghiacciante racconto è stato fatto oggi da Pietro Bartolo durante la conferenza stampa di presentazione in Senato del «Progetto sanità di frontiera: salute e migrazione, curare e prendersi cura». Bartolo ha detto che tutte le donne che sbarcano a Lampedusa provenienti dalla Libia hanno subito violenza sessuale, alcune di loro hanno detto di essere state trattate con terapie ormonali per evitare che restassero incinta e per poter essere successivamente vendute come prostitute. «In Libia i neri non hanno lo status di essere umano, le donne vengono considerate una sottospecie», ha affermato Bartolo. 

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commenti 1
  • Catanese

    19 Settembre 2017 - 07:07

    Martello ha ragione!

    Rispondi

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