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Lampedusa ricorda vittime quattro anni dopo naufragio

Diverse manifestazioni, anche fuori dall'isola, per commemorare i 368 migranti che, stipati su un barcone che si inabissò, morirono al largo dell'Isola dei Conigli

Lampedusa ricorda vittime quattro anni dopo naufragio

Il peschereccio colato a picco, al largo di Lampedusa, con 386 migranti a bordo

Lampedusa (Agrigento) - Lampedusa ricorda le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, quando un barcone carico di migranti si inabissò davanti all’Isola dei Conigli. Solo in 155 si salvarono. Numerose le iniziative organizzate sull'isola, dove da giorni si trovano 200 studenti, provenienti da tutta Italia ed Europa, accompagnati dai loro insegnanti, per confrontarsi sui temi dell’immigrazione, nell’ambito del progetto "L'Europa inizia a Lampedusa", promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

Gli appuntamenti si concluderanno con la Marcia per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si snoderà domani da piazza Castello, alle 8.30 del mattino, per poi raggiungere il monumento Porta d’Europa, opera di Mimmo Paladino. Sfileranno le studentesse e gli studenti che hanno partecipato alle giornate di studio, ma anche le migranti e i migranti superstiti del naufragio. Parteciperanno, tra le autorità, oltre al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, anche Stephane Jaquemet, delegato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) per il Sud Europa, e il Sindaco di Lampedusa Salvatore Martello. Davanti alla Porta d’Europa si terrà un momento di raccoglimento con padre Mussie Zerai e l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro. A conclusione della cerimonia è prevista la commemorazione in mare a bordo delle motovedette della Guardia Costiera e delle barche dei pescatori di Lampedusa. 

«E' il momento di unirsi, di evitare polemiche inutili che servono solo a generare paure. Lampedusa rimane un luogo dove l’integrazione, l'accoglienza e la fratellanza sono delle priorità». L’ha detto il sindaco dell’isola, Totò Martello, parlando davanti al presidente del Senato Pietro Grasso e alla ministra Valeria Fedeli, «arrivati oggi qui - ha aggiunto il sindaco - per incontrare i giovani ma anche per inaugurare il museo archeologico», nello stesso edificio che lo scorso anno aprì solo per qualche mese. «Stiamo interagendo con la soprintendenza di Agrigento - ha spiegato Martello - e tutti i reperti che da anni sono custoditi negli scantinati della Soprintendenza e che riguardano la storia delle nostre isole torneranno qui».
Il museo ha anche una sezione dedicata alla migrazione, con pannelli che ritraggono migranti al loro arrivo sull'isola sin dai primi sbarchi. 

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