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Agrigento: acqua contaminata, sospesa erogazione via Regione Siciliana

Era fondato il timore dei residenti che hanno sollevato il caso. Accertamenti eseguiti dai tecnici dell'Asp

Agrigento: acqua contaminata, sospesa erogazione via Regione Siciliana

Agrigento - Via Regione Siciliana, dopo la preoccupazione dei residenti e le analisi dell'Azienda sanitaria provinciale arrivano le ordinanze. Nella giornata di ieri il sindaco di Agrigento Lillo Firetto ha emesso un provvedimento che vieta per l'uso umano l'acqua erogata in due distinti numeri civici. In entrambi i casi il liquido erogato dai rubinetti è risultato con parametri di Escherichia Coli e Coliformi diversi da quanto previsto dalla norma (che impone un parametro pari a zero). Un'atto che arriva dopo le analisi realizzate lo scorso 3 ottobre da parte del Sian dell'Asp, periodo di tempo nel quale la Girgenti Acque ha lavorato alacremente nella zona, clorando molte utenze e lasciando i contatori aperti a svuotare l'acqua sulla strada nel tentativo, bisogna capire se vano o meno, di riportare alla normalità i valori riscontrati.

Circostanza che potrebbe non sembrare particolarmente allarmante, ma che rientra in realtà in una vicenda abbastanza complessa. Era il 6 settembre, infatti, quando venne emessa la prima ordinanza di divieto di uso per fini umani dell'acqua erogata in due singole utenze che si trovano a monte della via Regione Siciliana. Un evento che venne definito come singolo e isolato. Tuttavia, dieci giorni dopo su sollecitazione di residenti presenti più a valle, Girgenti Acque realizzò delle analisi nelle vasche di accumulo dei condomini, riscontrando in numerosi casi parametri fuori norma sempre per lo stesso motivo: presenza di batteri provenienti da eventuale inquinamento fognario. Anche lì si parlò di fatti singoli connessi alla cattiva manutenzione delle vasche, almeno fino a quando le richieste di controllo e bonifica non aumentarono e le verifiche non rilevarono che, in realtà, c'erano una decina di utenze tutte che presentavano i medesimi problemi. Partirono quindi le pulizie straordinarie e la clorazione delle vasche che sono proseguite per giorni. La posizione dell'Azienda fu sempre la stessa: tutto è sotto controllo, l'impegno è massimo e la salute pubblica è garantita.

Adesso l'ordinanza chiarisce che qualcosa da verificare c'è senza dubbio e che bisognerà probabilmente mettere mano con maggior decisione alla situazione, verosimilmente, chiedono oggi i residenti, riverificando la qualità dell'acqua che è stata accumulata fino ad oggi nelle vasche. Il rischio è la medesimo già avvenuto a settembre: che una rottura o un'inquinamento abbia potuto diffondere i batteri in tutta la rete.

Un timore oggi non fondato su fatti ma che, al momento, preoccupa e non poco i residenti.

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