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Palma di Montechiaro, scoperto olio d’oliva “taroccato”

Denunciato bracciante agricolo 42enne con oltre 1.600 litri di prodotto contraffatto

Palma di Montechiaro, scoperto olio d’oliva “taroccato”

Palma di Montechiaro (Agrigento) - Olio di semi miscelato con additivi e colorante, e spacciato per olio extra vergine d'oliva. Un grosso carico di olio "taroccato", pronto per la vendita "porta a porta", è stato scoperto e sequestrato dalla polizia di Stato, nel corso di un controllo stradale.

Complessivamente 1.600 litri di olio contraffatto. A finire nei guai un bracciante agricolo del luogo S.M., 42enne, denunciato in stato di libertà, alla Procura di Agrigento, per l'ipotesi di reato di alterazione e contraffazione di sostanze alimentari. L’olio extra vergine di oliva contraffatto è una novità per il nostro territorio, abituato a produrre un prodotto di ottima qualità. Tutto quanto ha avuto inizio l'altro giorno, mentre i poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro, erano impegnati in un posto di controllo, nelle vicinanze della strada statale 115. Uno degli agenti ha imposto l'Alt ad un'autovettura, condotta dal palmese. Quest'ultimo sin da subito ha mostrato qualche segno di insofferenza. Da qui la decisione dei poliziotti di procedere ad una perquisizione veicolare. All'interno del mezzo sono stati rinvenuti decine di bidoni da 20 e 25 litri, contenente olio. Alla domanda di uno degli agenti di che tipo fosse e la sua provenienza, l'automobilista ha risposto, sostenendo che fosse olio extra vergine d'oliva. Sembrava tutto a posto, anche il colore verde e il profumo, pare non lasciassero alcun dubbio. Se non fosse per l'ignota provenienza del prodotto. Rimasta tale. Gli investigatori si sono insospettiti e a quel punto hanno deciso di vederci chiaro. Per valutare meglio il prodotto è stata chiesta la collaborazione degli esperti dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Quest'ultimi non ci hanno messo molto a scoprire la verità. Subito hanno notato che consistenza, ma soprattutto sapore, nulla avevano a che fare con l'olio di extra vergine d'oliva. Da qui la scoperta che si trattava di olio di semi, che era stato alterato con altre sostanze. L'uomo partendo appunto da un qualsiasi olio di semi – peraltro di qualità pessima - avrebbe aggiunto degli additivi per insaporirlo, e del colorante per renderlo più scuro e simile, come colore al fratello più nobile, e in modo da risultare di fatto riconoscibile e apprezzato dai clienti. L’aspetto più preoccupante della vicenda è che avvenisse in stretta economia, giusto per ricavare il massimo dei guadagni. Immediata è patita la segnalazione ai carabinieri del Nas di Palermo, che giunti a Palma, hanno prelevato alcuni campioni dalle taniche e li hanno inviati in laboratorio. Da li a pochi minuti, gli agenti hanno esteso la perquisizione in casa del palmese, trovando un pentolone utilizzato per miscelare l'olio. Inoltre sono stati rinvenuti 20 cartucce e un sacchetto di polvere da sparo, che da accertamenti, sono risultati appartenenti all'anziano padre del quarantaduenne, G.M., ultraottantenne, denunciato per detenzione illegale di munizioni.

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