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La Corte dei conti dice no al sequestro dei beni dell'ex assessore regionale Luigi Gentile

Il politico era stato coinvolto nell'inchiesta sulla formazione professionale. La Procura generale aveva chiesto di bloccare 340 mila euro. Ma i giudici contabili hanno respinto la richiesta

La Corte dei conti dice no al sequestro dei beni dell'ex assessore regionale Luigi Gentile

La Corte dei Conti ha respinto la richiesta della Procura generale di sequestro conservativo dei beni dell’ex assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale, Luigi Gentile, che era rimasto coinvolto nell’inchiesta sul Ciapi di Palermo. La Procura generale presso la sezione giurisdizionale d’Appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana aveva infatti chiesto l'autorizzazione al sequestro conservativo, sino alla concorrenza della somma di 340.191 euro, da eseguirsi sui beni mobili ed immobili di proprietà dell'ex assessore agrigentino che è assistito dall’avvocato Girolamo Rubino.

Già in prima istanza il Giudice, delegato dal Presidente della Sezione d’Appello, aveva rigettato l’istanza di autorizzazione al sequestro, non avendo riscontrato elementi concreti e obiettivi tali da ipotizzare il fondato timore del venir meno della garanzia patrimoniale del credito erariale. Ma la Procura Generale aveva proposto reclamo, chiedendo l'autorizzazione al sequestro conservativo in favore della Regione Siciliana, fino alla concorrenza di 340.191 euro, da eseguirsi sui cespiti mobiliari ed immobiliari di Gentile.

Il difensore dell’indagato, avvocato Girolamo Rubino, ha sottolineato come "nessun comportamento processuale o extraprocessuale denotava la volontà di porre in essere atti in grado di celare il patrimonio, sottraendolo ad eventuali procedure esecutive"; per quanto concerne poi un’ipotesi di sproporzione tra i saldi presenti all’interno dei conti correnti ed i ricavi dichiarati nell’anno 2016, l’avvocato Rubino ha ancora evidenziato che "l'onorevole Gentile, in relazione alla stessa vicenda, era stato coinvolto anche in un giudizio penale, conclusosi con una sentenza di assoluzione, che aveva determinato un consistente esborso di somme necessarie per il pagamento dei compensi professionali agli avvocati".

Per quanto concerne infine la presunta insufficienza del patrimonio, l’avvocato Rubino ha dimostrato che Gentile è proprietario di numerose unità immobilari con rendite catastali elevate; evidenziando anche l'entità dei ricavi dichiarati come proventi dell’attività professionale autonoma.

La Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana, condividendo integralmente le tesi difensive dell’avvocato Rubino, ha respinto la richiesta di autorizzazione al sequestro conservativo fino alla concorrenza di 340.191 euro, in favore della Regione Siciliana, da eseguirsi nei confronti di Luigi Gentile, ritenendo il reclamo avanzato dalla Procura generale non meritevole di accoglimento.

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