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Sciacca: dopo le minacce al sindaco, Comune in campo per fermare la strage di cani strage di cani

L'amministrazione annuncia inziative per prevenire altri casi e l'Asp avvia una campagna per incrementare la sterilizzazione

Sciacca: dopo le minacce al sindaco, Comune in campo per fermare la strage di cani strage di cani

SCIACCA - Avrà conseguenze di natura giudiziaria la vicenda dell'avvelenamento di una trentina di cani randagi scoperta giovedi scorso a Sciacca. Tra i commenti circolati sui social network in seguito al grave episodio, c'erano anche accuse nei confronti degli amministratori locali, giudicati incapaci di risolvere il problema del randagismo e difendere i cani. In alcuni casi anche gravissime minacce di morte rivolte al sindaco Francesca Valenti ed alla sua famiglia. Il primo cittadino ha già annunciato di avere individuato gli autori delle minacce e di avere preparato una denuncia per diffamazione. La vicenda in poche ore ha avuto la ribalta nazionale e sui social network animalisti di tutta Italia hanno condannato l'episodio e creato un pesante clima di odio nei confronti della città e dei suoi amministratori.

Parlando di quanto accaduto, il primo cittadino ha sottolineato che l'indignazione è giusta, ma si chiede pure «come mai quanti si professano civili e sensibili si stanno clamorosamente prodigando per avvelenare a loro volta una città e una comunità. Mi è arrivato di tutto – dice riferendosi ai post pubblicati su Facebook - anche l’augurio di morire insieme ai miei figli. Chi ama gli animali non può non rispettare gli uomini».

Riguardo a quanto accaduto, il sindaco - sebbene proprio oggi sia stato denunciato dall'associazione Aidaa per violazione della legge 281/91 in quanto «primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità» - ritiene che il Comune non abbia responsabilità: “Stiamo facendo e faremo del tutto per tutelare gli animali, e ciò non per fare un favore a qualcuno o per timore, ma per dovere e per rispetto della mia città. Ma oggi sono obbligata a tutelare la dignità e l’immagine della città, della mia persona e della mia famiglia. Denuncerò sia gli ignoti autori dell'avvelenamento – ha concluso - sia i noti autori sui social degli improperi e delle minacce”.

Al sindaco per l'ignobile attacco sono giunti attestati di solidarietà da ogni parte. Intanto, dopo che il servizio veterinario è intervenuto in località Muciare per rimuovere le carcasse dei cani avvelenati e procedere alla bonifica del sito, l'assessore Paolo Mandracchia e lo stesso sindaco hanno annunciato le iniziative messe in atto anche per prevenire altri casi, ed in particolare un'azione dell'Asp di Agrigento per incrementare la sterilizzazione dei cani.

Nel frattempo si indaga per tentare di individuare i responsabili dell'uccisione dei cani. Nei pressi del luogo dove sono stati trovati i cani, sorge un vecchio agglomerato industriale e il proliferare di randagi in quel posto era cominciato grazie all'azione di alcuni animalisti saccensi, che quotidianamente portavano loro da mangiare.

L'episodio ha fatto intervenire anche il presidente della Regione Nello Musumeci, che ha posto l'accento sul dilagante fenomeno del randagismo in Sicilia, annunciando iniziative, anche legislative, immediate e risolutive. Per la prossima settimana, il Governatore della Sicilia ha fissato un incontro con le autorità veterinarie regionali e con le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise. Nel mondo politico si segnala anche l'interrogazione del deputato regionale saccense all'Ars Michele Catanzaro, con la quale evidenzia un intervento organico della Regione ed sottolinea come su questa emergenza i Comuni non possono più essere lasciati soli.

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