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Valle dei Templi, insulti, querele minacce e strane solidarietà per una foto contestata

Avrà quasi certamente strascichi giudiziari la pubblicazione di uno scatto del reporter catanese Fabrizio Villa sul Corriere.it. Il sindaco di Agrigento Firretto pensa alla querela. E anche l'Assostampa interviene in difesa del fotografo

Valle dei Templi, insulti, querele minacce e strane solidarietà per una foto contestata

Agrigento - Era partita come una scintilla, ma oggi la polemica sull'ormai celebre articolo del Corriere.it e la foto del giornalista etneo Fabrizio Villa (che schiaccia prospetticamente le colonne del tempio di Ercole sulla città) rischia di diventare un vero e proprio incendio. Le parti contrapposte in vicenda, infatti, sono tutt'altro che intenzionate a fare passi indietro, e il rischio concreto è che tutto finisca nelle corti di giustizia.

Il primo a paventare questa ipotesi è il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, il quale chiederà un incontro con la direzione del Corriere per affrontare la spinosa vicenda. Infatti, a creare un mix “esplosivo” era la presenza di una didascalia che, nell'associare l'immagine scattata ad Agrigento, la definiva come una città in cui “l’edilizia residenziale cresce in modo selvaggio a ridosso di una meraviglia famosa in tutto il mondo come la Valle dei Templi”. Al confronto, tuttavia, potrebbe seguire qualcos'altro. “All'assalto dell'arte e del paesaggio? Parole e immagini che offendono la città e gli agrigentini. Parole graffianti e immagini artate, vecchie più di vent'anni, che avevamo archiviato tra le cose da dimenticare – ha scritto su Facebook il primo cittadino -. Darò mandato all'ufficio legale di verificare gli estremi di un'azione legale nei confronti del Corriere della Sera. Inoltre contatterò il direttore del Corriere per chiedergli un'immediata presa di distanze dalle scelte redazionali. Agrigento sta vivendo una pagina nuova di storia che la rende protagonista di bellezza e di accoglienza. Mai più infamia e falsità”.

“Già in passato – continua Firetto – avevamo chiesto ad alcune delle maggiori testate italiane di cancellare dai loro archivi foto realizzate con la medesima tecnica e finalizzate unicamente a trasmettere un'immagine distorta della città. Purtroppo i nostri appelli sono andati a vuoto, quindi adesso siamo pronti a passare alle vie legali”.

Pronta al fianco del sindaco si è dichiarata Confcommercio, di segno contrario è la reazione di Assostampa Catania. Il sindacato, nel difendere Villa (che è appunto catanese) sottolinea che l'immagine è “originale e non manipolata”, esclude che nell'articolo vi fosse un “riferimento alla città siciliana” (in realtà più sopra vi abbiamo riportato integralmente la didascalia, quantomeno discutibile) e accusa il “popolo webete dei social” di aver ritenuto “per uno strano riflesso condizionato, che la foto possa avere avuto un qualche ruolo nella bocciatura di Agrigento (nel concorso per Capitale della Cultura ndr) o che, peggio ancora, sia una foto costruita per gettare discredito su una delle capitali del turismo siciliano”. “La catena di insulti, minacce, volgarità non accenna a placarsi. Addirittura – accusano - il sindaco di Agrigento capeggia questa sorta di rivolta social”. Anche qui, si è pronti a ricorrere in tribunale.

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