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Ieri la condanna, oggi l'arresto per boss agrigentino

Il Tribunale di Agrigento lo ha condannato, insieme ad altri 18, a 16 anni per associazione mafiosa. Antonino Abbate è considerato un fedelissimo del boss Piero Campo, che sarebbe stato solito farsi accompagnare da lui in alcuni summit mafiosi

Ieri la condanna, oggi l'arresto per boss agrigentino

PALERMO - E’ stato arrestato, su ordine del tribunale di Agrigento, il boss Antonino Abbate, condannato ieri in primo grado a 16 anni per associazione mafiosa. E’ un fedelissimo del capomafia Piero Campo che si faceva accompagnare da lui a importanti summit di mafia con un altro pezzo da 90 dei clan agrigentini: Leo Sutera «padrino» di Sambuca di Sicilia. Davanti ad Abbate Campo parlava dei suoi incontri con il superlatitante Matteo Messina Denaro.


In una lunga conversazione, intercettata dagli investigatori, Campo racconta di aver incontrato, tramite un palermitano di cui non fa il nome, Messina Denaro, nelle campagne di Santa Margherita Belice in un luogo «vomitevole». Gli inquirenti hanno pensato a un ovile abbandonato. «La faccia era conosciuta, però era un pò più asciutto, ma era lui», dice, ammettendo di non aver riconosciuto subito il latitante. «Lui, però mi ha riconosciuto immediatamente», aggiunge Campo. Campo è stato processato e condannato in abbreviato in un’altra tranche del procedimento, coordinato dalla Dda di Palermo, costato ieri ad Abbate la pena di 16 anni. Il tribunale, oltre a lui, ha condannato a pene pesantissime - oltre un secolo di carcere - anche i coimputati: mafiosi delle "famiglie" della provincia agrigentina finiti in carcere nel 2016 nell’operazione Icaro.  

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