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I seminaristi del Seminario Arcivescovile di Agrigento hanno incontrato Papa Francesco

E' stata un'udienza privata. Il Sommo Pontefice ha ricordato ai graditi ospiti l'importanza del dialogo con il proprio vescovo

I seminaristi del Seminario Arcivescovile di Agrigento hanno incontrato Papa Francesco

Lo aveva annunciato loro durante la visita a Palermo quando li aveva incontrati in cattedrale e sabato 24 novembre la promessa è stata mantenuta. Nella sala del Concistoro in Vaticano i seminaristi del Seminario Arcivescovile di Agrigento hanno incontrato Papa Francesco in un’udienza privata. Ad accompagnarli l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, il vicario generale della Diocesi mons. Melchiorre Vutera, il rettore del Seminario don Baldo Reina, il vice rettore don Francesco Baldassano, l’assistente spirituale don Stefano Casà e l'economo don Giuseppe Anello.

Un incontro nel quale il Papa ha ringraziato i giovani seminaristi per la visita ed ai quali ha parlato a braccio consegnato loro il discorso che aveva preparato sui discepoli di Emmaus. Il Papa ha ricordato ai giovani seminaristi l'importanza del dialogo con il proprio vescovo: "Il vescovo – ha detto il Papa – deve conoscervi così come siete: ognuno ha la propria personalità, il proprio modo di sentire, il proprio modo di pensare, le proprie virtù, i propri difetti... Il vescovo è padre: è padre che aiuta a crescere, è padre che prepara per la missione. E quanto più il vescovo conosce il prete, tanto meno ci sarà pericolo di sbagliare nella missione che darà. Questa è una cosa non negoziabile, come piace dire qualcuno. Qui c'è un vescovo, non c'è un’assemblea dove si negozia il posto. C'è un padre che fa l'unità: così Gesù ha voluto le cose. Un padre che fa l’unità". Ha anche richiamato i presenti a non dimenticare mai le proprie radici perché solo così "rimarrete uomini che capiscono il popolo di Dio e le sue fatiche quotidiane".

 A conclusione ha voluto ricordare ai giovani agrigentini “la dimensione sinodale, l’andare insieme incontro agli altri”. Mai lasciarsi andare alla tentazione di essere “bravi missionari individuali” ma lavorare in comunione per farsi plasmare dallo Spirito. “Troppo spesso la nostra impostazione è stata individuale, più che collegiale, fraterna. E così il presbiterio e la pastorale diocesana – ha sottolineato il Papa – presentano magari splendide individualità ma poca testimonianza di comunione, di collegialità. Grazie a Dio si sta crescendo in questo, anche costretti dalla scarsità di clero, ma la comunione non si fa per costrizione, bisogna crederci ed essere docili allo Spirito”.

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