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Processo "Totem", tanto rumore per nulla. Esultano i difensori

Le 31 persone coinvolte, malgrado la richiesta di condanna, sono state assolte

Oltre un secolo di carcere a boss agrigentini con una sola assoluzione

Tanto rumore per nulla. O quasi. La seconda sezione penale del tribunale di Agrigento - presidente Giuseppe Miceli, con a latere i giudici Antonio Genna e Vincenzo Ricotta ha assolto ieri tutti i 31 imputati dell'inchiesta "Totem". Si tratta dell'inchiesta che fece luce su un presunto giro di macchinette clandestine che sarebbero state distribuite agli esercenti. L’operazione, il 13 marzo del 2013 sfociò in nove misure cautelari (sette provvedimenti di obblighi di dimora e due di obbligo di firma). L’ordinanza era stata firmata dai gip Alessandra Vella e Alberto Davico su richiesta del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del pm Antonella Pandolfi che hanno coordinato le indagini svolte sul campo dalla Guardia di Finanza. Le accuse contestate a vario titolo sono state di associazione a delinquere, scommesse clandestine ed esercizio di gioco d’azzardo. La presunta organizzazione avrebbe distribuito a gestori di esercizi pubblici apparecchi “Totem” che, sosteneva l’accusa, si collegavano a siti internet privi di concessione e avrebbero consentito il gioco d’azzardo e le scommesse clandestine. La Pm Antonella Pandolfi, durante la requisitoria, aveva chiesto, per tutti, la condanna.

Nella versione cartacea del nostro giornale odierno, 29 novembre, tutti i dettagli con i nomi delle persone che erano rimaste coinvolte e, come detto, assolte.

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