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Cisl: modernizzare le infrastrutture per rilanciare l’economia

Martedì 18 dicembre si riuniranno ad Agrigento gli stati generali della Filca, la federazione dei lavoratori edili del sindacato

Cisl: modernizzare le infrastrutture per rilanciare l’economia

Martedì 18 dicembre si riuniranno ad Agrigento gli stati generali della Filca, la federazione dei lavoratori edili della Cisl.
Il segretario generale Franco Iudici e il segretario territoriale Franco Sodano, alla presenza del Segretario Regionale Paolo D’Anca e del Segretario Nazionale Ottavio De Luca, porranno l’attenzione sul tema delle infrastrutture, delle opere incompiute, dei ponti interrotti e delle strade chiuse perché a rischio.
Tema caldo sarà la discussione sulla strade Palermo-Agrigento, lavori iniziati 4 anni fa e caratterizzati fin dall’inizio da rallentamenti, e sulla Agrigento-Caltanissetta dove da qualche tempo sono scomparsi gli operai ed i lavori sono fermi.
La Causa è la crisi che sta vivendo la  CMC di Ravenna, che ha chiesto il concordato preventivo per evitare il fallimento e sembrerebbe non essere più nelle condizioni di portare al termine i lavori e non riuscire a pagare lo stipendio ai lavoratori.
Tutto ciò comporterà ulteriori ritardi se non si riuscisse a trovare una soluzione adeguata, e si lavora per evitare altre opere incompiute.
Il ponte Petrusa e il viadotto Akragas ad Agrigento, i viadotti Spinola e Salsetto a Porto Empedocle, la variante di Porto Empedocle ferma da 30 anni (una delle più grandi incompiute siciliane), la galleria Spinasanta che collega Agrigento a Raffadali, le strade di collegamento tra Favara e Agrigento, la Raffadali-Siculiana, la SS118 Corleonese Agrigentina che collega il capoluogo con le aree interne montane, la famosa strada  “Mare-Monti” che dovrebbe nascere tra Ribera, Cianciana, Bivona e Santo Stefano Quisquina dove si prevedono lavori per circa 80 milioni di euro divisi in tre lotti, tutte opere indispensabili per far uscire dall’isolamento la provincia e facilitare i rapporti turistici, commerciali ed economici tra l’interno agrigentino ma anche con le provincie di Palermo e Catania.
È evidente a tutti che l’emergenza agrigentina e la crisi economica-sociale sono strettamente legate alla inefficienza di amministratori e politici, attenti più alle dinamiche elettorali che alle reali esigenze dei cittadini, delle imprese e degli investitori.
Dare priorità ad una politica di finanziamenti e investimenti permetterebbe di mettere un freno alla disoccupazione e dare ossigeno alle famiglie agrigentine oltre ad una modernizzazione infrastrutturale che potrebbe definitivamente rilanciare l’economia.

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