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Prostituzione: cresce il numero di chi vende il proprio corpo nell'Agrigentino

Parlano due donne che praticano il mestiere più vecchio del mondo: "C'è la crisi, ma nel nostro settore non è così accentuata. Inoltre, per Natale si lavora di più"

Prostituzione: cresce il numero di chi vende il proprio corpo nell'Agrigentino

Evidentemente, malgrado l'alto tasso di disoccupazione, esercizi commerciali che continuano a chiudere i battenti, il numero dei poveri che è in continuo aumento, c'è un settore che ad Agrigento, ma in provincia in generale, non conosce la parola crisi. E' quello del sesso a pagamento. Fino a una decina di anni fa, era raro leggere annunci per rapporti intimi a pagamento, adesso, invece, il numero ha assunto proporzione inimmaginabili. Giornalmente, arrivano splendide ragazze, ma anche attempate signore, che postano annunci per invogliare gli uomini a qualche momento di sesso a pagamento. E, se fino a qualche tempo fa, gli annunci riguardavano solo ed esclusivamente il capoluogo, ora la musica e totalmente cambiata. Si possono leggere annunci da Licata, da Canicattì, da Sciacca, perfino da centri piccoli. Insomma, il fenomeno sembra inarrestabile.

Abbiamo provato a sentire qualcuna di queste avvenenti donne, molte ci hanno chiuso il telefono, come era prevedibile, altre, invece, hanno dato qualche risposta.

"Vengo ad Agrigento una volta al mese e mi fermo al massimo 6 giorni - dice Soraya, 24enne spagnola - Qui si lavora abbastanza bene. Spesso mi trovo a Milano, quando sono venuta ad Agrigento la prima volta non ero molto convinta, mi avevano parlato di un mercato scarso, ed invece devo dire che alla lunga i risultati sono stati straordinari. Anche l'anno scorso di questo periodo ero nella città dei templi come la chiamano gli agrigentini. Ho lavorato parecchio. Soprattutto alla vigilia di Natale, evidentemente le mogli sono impegnate con la preparazione del cenone ed i mariti si annoiano. Proprio per non farli annoiare, ci pensiamo noi".

I prezzi variano a seconda del rapporto che s'intende avere, ma non superano mai le 100 euro.

"Capiamo che il momento è difficile - continua Soraya - quindi bisogna anche sapersi accontentare. Comunque, il lavoro non manca di certo, tanto che anche altre ragazze mie amiche, alcune siciliane, mi hanno chiesto se potevano recarsi ad Agrigento per lavorare. Ho risposto positivamente, qualcuna mi ha anche ringraziato".

Un'altra lucciola che si è convinta a rispondere alle nostre domande si chiama Patrizia, 39 anni, italiana: "Ad Agrigento ormai ci vivo quasi la metà dell'anno - dice - Svolgo questa professione da 4 anni, questa città mi piace, mi sono anche spostata a Licata ed anche in quel caso ho lavorato parecchio. Ho notato che i clienti contattano per il prezzo, mi chiedono quasi tutti lo sconto. A volte, a seconda di come si presentano al telefono, accetto, ma non possiamo permetterci di fare i saldi anche se capisco bene che il momento economico, non solo al sud ma anche al nord, non è dei più facili".

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