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Verso la fusione Cammarata-San Giovanni Gemini

Nino Margagliotta: "Siamo ad una svolta storica. Vicini al referendum"

Ok al referendum per la fusione tra Cammarata e San Giovanni Gemini

Il 20 dicembre scorso l’Assessore regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica ha firmato il decreto che autorizza l’avvio delle procedure per lo svolgimento del referendum sulla fusione dei Comuni di Cammarata e San Giovanni Gemini e l’istituzione del nuovo comune di Cammarata Gemini; giorno 21 il provvedimento è stato notificato ai due Sindaci per avviare le procedure secondo le norme di legge. Nelle premesse del decreto assessoriale è stato «riconosciuto un interesse qualificato per intervenire nel procedimento di variazione» delle due entità comunali, così come è stato proposto e approvato dai Consigli comunali: si tratta di un’attestazione del valore politico dell’iniziativa, della qualità del progetto redatto, della correttezza con cui si è svolto il complesso iter di approvazione. L’atto dell’Assessore regionale è un riconoscimento, quindi, ai Consigli comunali e a coloro che li hanno presieduti, al delicato lavoro dei Segretari comunali, all’impegno di quanti hanno lavorato all’elaborazione del progetto stesso.
Tutto questo contribuisce a rendere questo momento un evento storico, a livello regionale e locale. Per la prima volta nella storia dell’Autonomia Siciliana, infatti, si propone la fusione di due comuni e trova applicazione la Legge Regionale n. 30 del 23 dicembre 2000 (Norme sull’ordinamento degli enti locali) nel merito della definizione di una innovativa governante.  Sul piano locale  attraverso l’indizione e lo svolgimento del referendum, Cammarata e San Giovanni Gemini hanno la possibilità concreta di prendere atto di essere un’unica realtà territoriale, economica e culturale consolidata dal tempo, con la possibilità di fronteggiare le difficoltà del presente (la crisi economica, la ricerca del lavoro, il costo dei servizi, l’ottimizzazione della spesa) e cogliere i vantaggi derivanti dalla riorganizzare in un unico grande comune, dalla razionalizzare dei servizi, da una prospettiva di sviluppo per il territorio che dia soprattutto speranza ai giovani.
"Seguendo l’iter procedurale previsto dalle norme vigenti - dice Nino Margagliotta, coordinatore della fusione - il prossimo passaggio è l’indizione del referendum da parte del Sindaco del comune con maggior numero di elettori residenti (e quindi di San Giovanni Gemini) che coinvolgerà simultaneamente gli elettori di entrambi i Comuni e si svolgerà «in una domenica compresa tra il sessantesimo ed il centoventesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto dell’Assessore regionale per gli enti locali». Prima dell’estate, quindi, i cittadini di Cammarata e San Giovanni Gemini saranno chiamati ad esprimersi per rispondere al quesito, già inserito nel decreto assessoriale: Volete che i territori comunali corrispondenti al territorio dei Comuni di Cammarata e di San Giovanni Gemini subiscano una fusione degli stessi comuni e che venga costituito il nuovo comune autonomo con la denominazione di Comune Autonomo Cammarata Gemini? Dalla prima assemblea del 23 luglio 2011 svoltasi nel salone della Badia di Cammarata con la partecipazione dei Sindaci, degli Arcipreti, dei Consiglieri Comunali e di tanti cittadini impegnati di Cammarata e San Giovanni Gemini, in cui si è dato avvio all’iniziativa della fusione, sembra trascorso tantissimo tempo. È stato il tempo della maturazione e della riflessione che è servito a costruire una coscienza civile, a discutere, studiare e approfondire la questione a cui, con lo svolgimento del referendum, darà una risposta definitiva che dovrà essere espressione di responsabilità civica, di adesione al bene comune, di disponibilità. Non sappiamo se il più del lavoro è stato fatto o resta da fare. Siamo certi però che oggi siamo alle soglie di un grande risultato sul quale non potranno esserci dubbi,  se i cammaratesi e i sangiovannesi confermeranno la loro consolidata fama di cooperazione e solidarietà, il loro indiscusso avanzamento sociale e culturale rispetto ad altri territori (non è un caso che la prima proposta di fusione della Sicilia provenga da queste parti), se dimostreranno ancora una volta la loro lunga tradizione di intraprendenza".

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