In Sicilia 3.292 minori stranieri a rischio dopo la "tagliola" del governo nazionale
Da fine giugno sono cambiate le regole per il rimborso delle spese
Il rischio è di lasciarli ancora più soli. Il rischio è di far saltare il sistema di accoglienza dei migranti più fragili e indifesi. E cioè i minori stranieri non accompagnati. La coperta è diventata veramente corta. «Siamo in ginocchio», ieri a lanciare l’allarme è stato Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative che ha denunciato il drastico taglio delle risorse destinate alla copertura delle spese sostenute dai comuni per l’accoglienza.
La protesta
Le comunità per minori stranieri non accompagnati hanno deciso di scendere in piazza per farsi ascoltare e dire no al taglio ai contributi per l'accoglienza. In corso c'è un sit-in davanti la prefettura di Caltanissetta. Una circolare del Viminale ha annunciato la tagliola. Da fine giugno, infatti, sono cambiate le regole del rimborso delle spese che i Comuni e le associazioni hanno sostenuto per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: verrà rimborsato solo il 35% di quanto già speso. Per le comunità «una condanna a morte».
La circolare
La ghigliottina finanziaria è stata stabilita in una circolare del Ministero dell’Interno, la numero 23156 del 28 maggio 2025. Qualche paura era emersa già tre mesi fa, ma solo adesso si è cominciato a fare i conti: dal 100 % di copertura si è scesi al 35. E la drastica riduzione ha effetto retroattivo. Significa che il restante 75 % lo dovranno trovare i Comuni, che già stanno raschiando il fondo del barile. Lo spettro del dissesto è una realtà per molti enti con i bilanci da far quadrare.
Le previsioni dal punto di vista sociale e occupazionale sono devastanti. Se non ci sono soldi le comunità non possono far altro che chiudere, con l’effetto di perdite di posti di lavoro per centinaia di operatori del settore e ragazzini senza punti di riferimento alla mercé di criminali e sfruttatori.
I dati nell'isola
L’Anci ha stimato che il taglio peserebbe sui Comuni oltre 60 milioni di euro a livello nazionale. Ma la Sicilia è una delle regioni dove gli effetti saranno maggiormente avvertiti. Basta guardare i numeri (i dati offerti da Openpolis , e basati sui report Ministero, del Lavoro sono aggiornati al 30 giugno) sui minori stranieri non accompagnati accolti nell’isola: Agrigento 899, Caltanissetta 121, Catania 509, Enna 127, Messina 362, Palermo 265, Ragusa 230, Siracusa 218, Trapani 561. La Sicilia accoglie , quindi, il 22 per cento di tutti i ragazzi a livello nazionali. I costi dovrebbero servire a coprire alloggio, assistenza educativa, supporto all’inserimento lavorativo, eventuale assistenza psicologica, mediazione culturale. Con la chiusura dei rubinetti del Governo il destino pare già scritto. Solo per Agrigento - città in cima anche alle classifiche nazionali - l’ammanco si attesta intorno ai 2 milioni. Altri Comuni stanno già disattivando servizi o si apprestano a farlo.
L'incontro
L’Anci Sicilia oggi si riunisce per capire quali passi intraprendere per gestire il delicato scenario.
Le deputate nazionale e regionale del Pd, Giovanna Iacono e Valentina Chinnici stanno preparando delle interrogazioni da presentare rispettivamente alla Camera e all’Ars. La battaglia è appena cominciata.