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Agrigento

Polemica ad Agrigento: «La scuola è laica, niente messa di Natale»

Di Rita Baio

Agrigento. Annullata la celebrazione della messa di Natale. Sotto accusa l’Istituto comprensivo Agrigento Centro: «Non si rispettano laicità e minoranze». Genitori spaccati: da una parte gli atei, dall’altra i credenti.

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Il Natale, per l’istituto Agrigento Centro, non nasce di certo sotto l’auspicio di una buona stella. Lo scorso anno la polemica sul cambio del sesso di Gesù Bambino durante la recita degli alunni, quest’anno la richiesta di annullamento delle celebrazioni religiose nonostante la programmazione in contemporanea di attività alternative dedicate ai ragazzi non credenti o di altre religioni.

«In concomitanza delle celebrazioni religiose – spiega Anna Gangarossa, dirigente dell’istituto comprensivo Agrigento Centro – ho organizzato una attività alternativa: la visita alla mostra “Incontra lo strumento musicale” all’ex Collegio dei Padri Filippini. Una esposizione di strumenti musicali provenienti da ogni parte del mondo che lancia forte un messaggio di pace. Non è bastato. Un gruppo di genitori trova che questa scuola, alle porte del 2020, non sia rispettosa del volere di tutti e, anzi, continua a fare discriminazioni. Da qui la decisione di annullare, seppur a malincuore, la celebrazione della santa messa. Ad ottobre scorso, tanto per citare un altro episodio, abbiamo organizzato una visita in chiesa in occasione di San Francesco e, contemporaneamente, in alternativa, un laboratorio con i componenti dell’associazione Marevivo».

Cosa è accaduto lo scorso anno, sempre durante il periodo natalizio?

«Durante la recita di Natale un genitore prese in braccio una neonata di appena tre giorni e, rivolgendosi al pubblico, disse “Guardate, il miracolo della vita avviene ogni giorno, non solo con la nascita di Gesù”. Subito dopo si è sparsa la notizia che Gesù era diventato femmina. Quest’anno invece la richiesta di annullamento delle celebrazioni religiose».

Cosa ne pensa chi invece è credente?

«990 alunni con rispettive famiglie chiedono di andare in chiesa. E’ importante far comprendere che pace non significa “se io non vado in chiesa non deve andarci nemmeno l’altro”. Secondo la legge la scuola è laica e iniziative di questo tipo vanno proposte in orario extracurriculare. La prossima volta, dunque, le celebrazioni religiose saranno organizzate il sabato mattina».

Un mal di pancia, lungo un anno, da parte di un gruppo di genitori. Un “fattore discriminante” che non cambia a prescindere da chi sia a vincere la battaglia. I discriminati ci sono sempre e comunque, sia se si è contro che a favore delle celebrazioni religiose. Almeno in occasione del Natale 2019 e nonostante la buona volontà di Anna Gangarossa di individuare soluzioni “comode” per tutti. «Ho cercato di lottare, di andare avanti, di mediare cercando soluzioni alternative. Alla fine, nonostante tutto, la celebrazione della santa messa è stata comunque annullata».

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