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Aragona ha ricordato le Foibe

Agrigento

Aragona ha ricordato le Foibe

Di Luigi Mula

Il 10 febbraio 2020 si celebra in tutta Italia il “Giorno del Ricordo”.

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Istituita nel 2004 come solennità civile, la giornata ricorda la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, l’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e la più complessa vicenda del confine orientale.

L’Amministrazione comunale di Aragona, presieduta dal Sindaco Giuseppe Pendolino, si ferma a riflettere su quanto è accaduto, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, che ha visto coinvolti anche nostri concittadini, come l’aviere Giuseppe Travali.

Un massacro per decenni avvolto nel silenzio più cupo come se una simile tragedia potesse restare all’infinito nell’ombra.

Uno scempio, un dramma, un’orripilante carneficina. Uomini, donne e bambini legati, fucilati e buttati, molti di loro ancora vivi, nelle abissali cavità di quella striscia di terra diventata un grande cimitero, un enorme groviglio di fosse comuni.

La loro unica colpa era quella di essere italiani. Tante storie, tante vite, tanti racconti che si incrociano in un labirinto ripugnante che oggi ricordiamo nel tentativo di cancellare gli anni di oblio, o addirittura di censura, che questo massacro ha subito fino a qualche decennio fa. Un incubo che nessuno degli scampati ‘osava’ raccontare per paura di non essere creduto. Per fortuna, dopo anni di sensibilizzazione, la verità è venuta a galla, ma non basta. Tocca a noi, ad ogni cittadino italiano, con senso di responsabilità, evitare che quella memoria vada smarrita, fare in modo che quelle persone sopravvissute siano rispettate, che quelle migliaia e migliaia di vittime possano quantomeno continuare a vivere nella nostra memoria collettiva come se potessimo tirarle fuori dalle voragini carsiche.

Un impegno che deve essere anche un ricorso al nostro sentirci parte di una comunità, alla voglia di ribellarci a pagine di storia ingombranti, alla necessità di comprendere tutta la negatività di errori che non vanno più ripetuti.

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