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Di Rosa: "Giusta la solidarietà ai cinesi residenti ad Agrigento, ma il sindaco Firetto dimentica gli agrigentini"

Agrigento

Di Rosa: "Giusta la solidarietà ai cinesi residenti ad Agrigento, ma il sindaco Firetto dimentica gli agrigentini"

Di Gaetano Ravanà

"Dare solidarietà alle popolazioni cinesi presenti nel nostro territorio in questo periodo di allarme da Coronavirus credo sia giusto. Ritengo anche giusto che il sindaco, nella qualità di primo cittadino di Agrigento, debba rappresentare questa solidarietà a nome di tutti gli Agrigentini. Ritengo, però, altrettanto giusto scrivere e dire, che il sindaco, in questi quattro anni e mezzo di mandato elettorale non si sia preoccupato di mostrare la stessa solidarietà a una popolazione in ginocchio soprattutto dal punto di vista economico, lavorativo e sociale".

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Lo sostiene Giuseppe Di Rosa, responsabile del movimento cittadino "Mani libere".

"Ho scritto - aggiunge Di Rosa - in questi giorni delle attività molte storiche, che stanno chiudendo in Via Manzoni, nella zona del Campo sportivo ed in altre vie come la Vie XXV Aprile, Callicratide e Dante, abbandonate al loro destino da dalla sua amministrazione dalla chiusura del Viadotto “Akragas” (ponte Morandi). Questo non ha suscitato nessun interesse da parte del sindaco Firetto. La zona detta del “Campo” sta lentamente morendo, nessuno fa niente e lui porta la sua solidarietà solo ai cinesi che, tra l’altro, non sono più interessati nemmeno a questo quartiere popolare (anche loro hanno chiuso le attività da pochi mesi). Signor sindaco, lei può anche ricandidarsi, ma se vuole continuare questa strategia solo d’apparenza e con gli stranieri, pensi che, parafrasando un noto leader politico, prima dovrebbero venire gli agrigentini. A proposito di coronavirus, invece, volevo chiedere al sindaco se, nella sua qualità di responsabile della sanità pubblica della città si sia informato adeguatamente ed eventualmente preso adeguate contromisure per il rischio contagio in occasione della prossima festa del Mandorlo in fiore quando migliaia di persone provenienti da diversi Paesi si concentreranno nella nostra città. Sappiamo che il contagio non è una cosa facile, ma sappiamo nella stessa maniera che il virus si sta propagando velocemente in varie parti del mondo".

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