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Coronavirus, l'avvocato Farruggia: "Ad Agrigento, in caso di aumento dei casi, siamo nei guai seri"

Agrigento

Coronavirus, l'avvocato Farruggia: "Ad Agrigento, in caso di aumento dei casi, siamo nei guai seri"

Di Gaetano Ravanà

"Ieri 31 marzo, Coronavirus: i contagi arrivano a 1.647 (+92), in Sicilia ci sono più morti che guariti. Lo rende noto la Regione nel consueto aggiornamento. Nelle ultime 24 ore ancora un basso numero di tamponi (876), Sono ricoverati 575 pazienti (+16 rispetto a ieri), di cui 72 in terapia intensiva. I guariti sono 74, i deceduti 81”.

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L'avvocato agrigentino, Angelo Farruggia, in una missiva, per certi aspetti infuocata, si dice molto preoccupato. 

"Fino alla scorsa settimana, a parte il consueto bollettino sul numero dei contagi - dice - solo scarne notizie, quasi il silenzio, sul come la sanità agrigentina si stesse preparando all’eventuale onda d’urto. Non un’intervista dei Dirigenti amministrativi e sanitari, non un aggiornamento sullo stato dell’arte o sull’equipe medica incaricata di gestire l’emergenza. Ma in questa settimana, abbiamo letto: di un caso a Palma di Montechiaro in cui fra esiti dubbi e test da rifare, un tampone, da positivo che era, il giorno dopo è divenuto negativo; del Sindaco di Raffadali che per i ritardi nella trasmissione degli esiti dei tamponi, minacciava denunce alla Procura della Repubblica e del Direttore Sanitario Gaetano Mancuso (facente funzioni, in attesa che si trovi un accordo politico sul nuove nome del Direttore Generale), che chiamava il Sindaco per scusarsi, salvo poi l’esito del tampone arrivare, cosi abbiamo appreso, dopo ben sei giorni; ma a tranquillizzare tutti interviene l’Assessore alla Salute Ruggero Razza, che ha chiarito come un ritardo negli esiti dei tamponi non comporta la mancata diagnosi, ma “al massimo” prolunga la quarantena necessaria e richiesta prima di iniziare le cure. Ma ciò che più sconvolge, è la notizia, di ieri, con cui è stato annunciato, con imperdonabile ritardo rispetto all’esplodere dell’emergenza e alle strazianti immagini di Bergamo, è che sono “quasi ultimati”, i lavori del nuovo reparto all’interno dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento che ospiterà i pazienti affetti da Coronavirus della nostra provincia.  Apprendiamo, quindi, che il nosocomio Agrigentino, nato vecchio, da sempre privo di un reparto di malattie infettive, in cui gli spifferi si contrastano con lo Scotch alle finestre e in trent’anni non è mai stato possibile fare funzionare la fotocellula all’ingresso, oggi, ancora privo, nonostante l’emergenza, di un Direttore Generale, sta ultimando i lavori per divenire riferimento Covid per la Provincia di Agrigento, in cui saranno complessivamente disponibili 23 posti di terapia intensiva.  Tanto il ritardo, quanto la scellerata scelta, contraria alle raccomandazioni provenienti dall’esperienza degli Ospedali di Codogno, Lodi e Bergamo, di creare, con ciò candidandosi a nuovo focolaio d’infezione, un reparto Covid all’interno del nosocomio, nonostante le frettolose rassicurazioni diramate dal Direttore sanitario, appaiono davvero insopportabili. Chi sono i politici che hanno consentito questo ritardo edeciso tutto questo, vogliamo sapere i nomi e i cognomi.  Sappiamo, e vogliamo essere smentiti, che ad oggi il personale medico ed infermieristico è privo delle più elementari dotazioni, ed in tali condizioni è stato costretto a lavorare, anche quanto nel reparto di cardiologia era presente una caso Covid. Vogliamo sapere, e attendiamo risposte, se in un nosocomio in cui non è mai stato presente un reparto di malattie infettive, quali medici e quali infermieri si occuperanno di gestire i pazienti Covid. Ad Agrigento esistono virologi, esperti di malattie infettive? Vogliamo sapere chi sono. Il personale sanitario impiegato sarà dedicato o di volta in volta diverso in base ai turni? avrà le competenze e dotazioni necessarie a prevenire il rischio di divenire veicolo di contagio per la città? Ai giornalisti, dico è il tempo delle inchieste, di scoperchiare gli scandali e smascherare i responsabili di questo generale stato di inefficienza. Ai politici Agrigentini, Deputati regionali, in vetrina, con la vostra insopportabile ignavia, dico “ Vergognatevi! Anziché organizzare squallidi aperitivi pre-elettorali, fatti di falsi sorrisi, strette di mano e abbracci, nascondetevi, siamo stanchi della vostra incompetenza". 

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