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Coronavirus, lampedusani si oppongono a sbarchi: «Sarebbe un'ecatombe»

Agrigento

Coronavirus, lampedusani si oppongono a sbarchi: «Sarebbe un'ecatombe»

Di Redazione

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) - I lampedusani invocano la chiusura dell’hotspot di contrada Imbriacola e di dichiarare, per il tempo dell’emergenza sanitaria Coronavirus, "porti non sicuri" gli scali di Lampedusa e Linosa. I timori per il rischio contagio da Covid-19 sono stati acuiti dalla notizia di un 15enne egiziano - giunto a Lampedusa e trasferito prima a Porto Empedocle (Ag) e poi a Pozzallo (Rg) - che è risultato positivo al Coronavirus. Gli isolani stanno portando avanti una raccolta di firme per far chiudere l’hotspot. A promuoverla è stato l’attore lampedusano, residente a Palermo, Tony Colapinto.

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Gli abitanti e gli imprenditori locali chiedono inoltre di fermare gli sbarchi nell'isola e di impedire l'approdo della nave Alan Kurdi che naviga a sud della Sicilia perché nell'isola dell'accoglienza "non ci sono le condizioni di sicurezza e sarebbe un'ecatombe". I residenti hanno anche scritto al governatore Nello Musumeci, "chiedendo aiuto" nel vedere "una nave di una Ong che vorrebbe attraccare" e che ha bordo ha più di 100 migranti, con qualcuno di loro che starebbe male". "Nessuno di noi - sottolineano - non vorrebbe aiutare questi esseri umani, deve essere chiaro però che stiamo vivendo una situazione al limite. Il Coronavirus è il pericolo incombente. Lampedusa in questa fase non è nelle condizioni di poterli servire per come ha sempre fatto". La protesta contro gli sbarchi nell'Agrigentino si allarga: ieri il sindaco di Porto Empedocle ha vietato gli arrivi e oggi quello di Siculiana ha annunciato iniziative legali per 70 migranti messi in quarantena in un albergo del suo paese.

I lampedusani hanno paura che anche le forze dell’ordine e i medici che vanno in banchina per visitare i migranti che approdano possano venire - nonostante i presidi di sicurezza - contagiati. Dopo che è risultato positivo il 15 egiziano, sia il medico del Poliambulatorio che lo stesso direttore Francesco Cascio sono stati sottoposti a tampone, il cui esito è stato negativo. Anche il gruppo consiliare "Fare"- con il suo capogruppo Filippo Mannino - ha invitato il sindaco Totò Martello, che aveva avanzato al ministero la richiesta per una nave quarantena, di dichiarare, per tutto il periodo dell’emergenza Coronavirus, «non sicuri i porti di Lampedusa e Linosa e di conseguenza di vietare lo sbarco e il transito di qualsivoglia migrante proveniente da sbarchi». 

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