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Truffa, quattro indagati a Girgenti Acque per indebiti contributi

Agrigento

Girgenti Acque, affari e assunzioni: ci sono nuovi indagati

Di Francesco Di Mare

E’ “caldissima” l’indagine della Procura della Repubblica di Agrigento sulla presunta rete affaristica con decine di presunti episodi di corruzione legati alle assunzioni a Girgenti Acque. Una vicenda giudiziaria che due anni fa ebbe effetti sconvolgenti per gli equilibri anche istituzionali della provincia, avendo coinvolto non solo politici, professionisti, ma anche l'ormai ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, per questi fatti rimosso dall’incarico. Le accuse sono: associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali.

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La prima tranche dell’inchiesta con 81 persone iscritte sul registro degli indagati è di fatto conclusa e a breve partiranno gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

Ma c’è di più. Con il primo filone ben delineato, coinvolgendo imprenditori, avvocati, politici, portaborse, giornalisti e altri personaggi, le indagini condotte in questi mesi dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, con i sostituti Russo e Vetro, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio avrebbero portato all’iscrizione sul registro degli indagati di altri soggetti. Quanti non è dato di sapere, ma sicuramente si tratta di figure che possono avere avuto un ruolo nella tessiture di quella “rete affaristica” che gli inquirenti ritennero di avere disarticolato ormai più di due anni fa. Da ricordare come nel marzo di due anni fa le Fiamme Gialle passarono al setaccio centinaia di documenti acquisiti in Puglia, in una delle maggiori società di revisione contabile in Italia e tra le più importanti al mondo.

Dopo due anni di attesa - con Girgenti Acque sotto commissariamento - l’ora della sintesi è sul punto di scoccare, delineando i contorni di una vicenda che ha fatto tremare i palazzi del potere, non solo agrigentino.

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