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Agrigento

Agrigento, 77 anni fa un bombardamento costo' la vita a 300 civili

Di Gaetano Ravanà

La mattina del 12 luglio del 1943, è una delle pagine più brutte della storia di Agrigento. Veniva bombardato il centro cittadini  era la mattina del 12 Luglio del 1943, lunedi dopo la seconda Domenica di San Calogero.

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Gli Agrigentini dedicavano solitamente questa giornata al mare ma quello stesso lunedì 12 luglio fu però nefasto soprattutto per la popolazione civile di Agrigento, che dovette subire un primo pesante bombardamento dell’abitato alle 07.48 a opera di 24 bimotori B-26 “Marauder” del 319° Gruppo dell’U.S.A.A.F. decollati dalla Tunisia e un secondo attacco alle 09.55 da parte di 12 P-38 del 14° Gruppo da caccia (17).

Fu una strage che costò oltre 300 vittime, in gran parte causate dal fatto che vennero colpite alcune entrate di rifugi antiaerei protette da sacchetti di sabbia in funzione antischegge, con la conseguenza di ostruirle completamente impedendo l’ingresso dell’aria nei rifugi stessi. I probabili obiettivi degli aerei erano probabilmente la caserma “Crispi” e la stazione centrale, che però furono mancati. Per contro, molte bombe esplosero sul viale della Vittoria, in via Porcello e a piazza Ravanusella, mentre tra via Pirandello e piazza San Francesco colpirono il rifugio ubicato nei pressi della vicina chiesa. Anche il monastero di Santo Spirito fu colpito, mentre la Valle dei templi, situata nella periferia sud-est della città, non subì alcun danno dopo che era stata già risparmiata anche il 10 luglio da un bombardamento contro le fortificazioni di presidio a Porta Aurea.

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