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Scoperto un giro di escort palermitane: tre arresti (due sono donne)

Agrigento

Coronavirus, allarme di una escort: "Diverse colleghe ricevono tranquillamente i clienti ad Agrigento"

Di Redazione

In tempo di Pandemia, occorrerebbe vigilare molto più attendamente verso una categoria che non conosce crisi: il mercato del sesso a pagamento continua ad andare a gonfie vele, molti clienti, in barba a qualsiasi regola anticontagio, continuano a frequentare le lucciole anche se oggi si chiamano Escort.

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La denuncia arriva da una di loro che da quando è scoppiata la Pandemia, per salvaguardare se stessa e i potenziali clienti, ha deciso di limitarsi a degli spettacoli on line, niente incontro dal vivo: la salute prima di tutto.

Lei si chiama Maria, nome di fantasia, è emiliana di origine, ma gira l’intera penisola anche se la maggior parte delle settimane all’anno le trascorre in Sicilia, in prevalenza a Palermo e ad Agrigento.

E’ stata lei a dirci che ci sono delle colleghe che se ne fregano altamente di potersi contagiare, qualcuna è anche positiva, ma continua ugualmente a svolgere la professione più antica del mondo, contagiando a sua volta i clienti che riceve. In questo periodo si trova a Palermo, ma nei prossimi giorni ha scritto che sarà prima a Trapani e poi ad Agrigento.

Maria chiede alle forze dell’ordine di attenzionare questo mondo, d’altronde, gli annunci sono facili da individuare, ci sono molti siti internet dove vengono postati.

Mi chiedo, continua ancora Maria, come sia possibile per queste donne potersi spostare liberamente nel territorio nazionale che è stato suddiviso in zone proprio a causa del boom di contagi da Covid 19.

“Eppure – continua – si spostano liberamente sia nel territorio siciliano che è zona arancione e quindi non ci si potrebbe spostare da un comune all’altro, mentre diverse si spostano da Palermo a Catania, da Ragusa ad Agrigento, da Siracusa a Trapani, come se fosse la cosa più normale di questo mondo. Per non parlare di coloro che arrivano in Sicilia direttamente dalle zone rosse”.

Raccolta questa testimonianza, la giriamo alle forze di polizia, nella speranza che comincino in maniera più dettagliata a scandagliare questo giro. Attenzione, prostituirsi non è reato se lo si fa di propria volontà, ma il rischio che molte persone possano contrarre il covid proprio a causa di rapporti sessuali a pagamento, è alto, anzì altissimo.

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