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Valle dei Templi, non c'è teatro senza una maschera...

Durante gli scavi è stato rinvenuto un reperto che si ritiene molto attinente alla struttura. Il 4 novembre il Parco Archeologico farà il punto sulla campagna in corso

Valle dei Templi, non c'è teatro senza una maschera...

AGRIGENTO - Il teatro è un teatro. Anzi, è una “struttura teatrale”, per voler utilizzare le parole del Parco Archeologico, che per il prossimo 4 novembre ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale, si legge, si esporranno i “nuovi dati emersi dalle prime fasi di scavo della struttura teatrale posta a sud dell’agorà di Akragas”.

Un’ammissione inedita che nasce dal rafforzamento della convinzione degli studiosi che quella grande struttura che sta lentamente emergendo dal terreno, sia fisicamente che nelle ricostruzioni possibili grazie alle prospezioni geoelettriche è un teatro di epoca Ellenistica.

A rafforzare l’ipotesi, tanto da spingere il direttore del Parco Giuseppe Parello e il commissario Bernardo Campo a venire allo scoperto dopo settimane di “detto-non detto”, oltre i nuovi dettagli dell’edificio che si stanno individuando sotto terra, anche il ritrovamento di cocci ceramici che sarebbero compatibili proprio con un’attività di tipo teatrale.

Tra questi, dicono i bene infirmati, anche la parte superficiale di una maschera scura, forse di natura comica. La prima maschera del teatro di Agrigento?

“Per favore – commenta Campo – non parliamo di maschere. Solo di oggetti ceramici interessanti e riconducibili ad un eventuale edificio teatrale. Saremo più chiari comunque nella conferenza stampa, quando tra l’altro riceveremo da parte degli studiosi delle relazioni ufficiali e scientifiche. Non è più il momento dei proclami. Abbiamo almeno un’altra settimana di lavoro per poter completare il quadro complessivo sulla vicenda”. Eppure la maschera, ci confermano, c’è, per quanto solo in parte.

Così per il Parco è il momento del: siamo contenti, ma non è ancora il caso di festeggiare. Questo anche se, da tempo, dagli ambienti bene informati di questi scavi trapelano quotidianamente informazioni di ogni tipo, forma e genere. Una fortuna per i giornalisti, sia chiaro.

Intanto l’attività degli archeologi e dei tecnici sta proseguendo e ha già consentito di mettere in luce in modo chiaro una gradinata della struttura e, soprattutto, pare sia stata individuata la plateia.

Non solo, ma è emerso dai sondaggi geoelettrici la presenza, in un’area prospiciente alla platea di un isolato dalla configurazione ritenuta “particolare” che apre alla possibilità di ulteriori ritrovamenti quando da questa fase si ricerca si passerà alla campagna di scavi vera e propria. Allo stesso modo è stata individuata una struttura connessa al teatro che, verosimilmente, ne rappresentava il punto di accesso.

Insomma, gli elementi sembra che ci siano davvero tutti, ma per tirare le fila bisognerà aspettare fino al 4 novembre.

Intanto la “febbre del Teatro” continua ad attirare sul posto turisti e curiosi, anche grazie al sistema di “cantiere aperto” utilizzato dal Parco archeologico, che consente giornalmente di esporre tutti i vari ritrovamenti di giornata: in gran parte cocci e piccoli oggetti che però, come abbiamo detto, inseriti in un contesto più ampio potrebbero davvero raccontare una storia inedita per Agrigento.

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