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Oltre un secolo di carcere a boss agrigentini con una sola assoluzione

Agrigento

Giro di usura: condannati due fratelli canicattinesi

Di Gaetano Ravanà

Il Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, ha disposto la condanna nei confronti dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente 69 e 64 anni, di Canicattì, accusati di concorso in estorsione aggravata, ed usura. Inflitti 5 anni di reclusione, e 20mila euro di multa, oltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, a Giuseppe Maira, e 4 anni e 8 mesi, e una multa di 16.600 euro, al fratello Antonio. Il Gup ha altresì disposto la confisca per equivalente dei beni mobili, e immobili fino alla concorrenza dell’ingiusto profitto conseguito, nonché di 430 mila euro trovati nelle disponibilità o riconducibili ai due fratelli e ai loro familiari.

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Accolta la richiesta del pubblico ministero Elenia Manno, che al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna, per Giuseppe la richiesta era stata di sei anni di reclusione, per Antonio quattro anni e otto mesi. I due fratelli, difesi dagli avvocati Maria Marchese e Giovanni Salvaggio, avrebbero prestato soldi con tassi usurari ad un imprenditore che – secondo l’accusa – a fronte di 29 mila euro di prestito avrebbe “ritornato” una somma di quasi 70 mila euro (dal dicembre del 2017 al gennaio del 2019). Gli altri due episodi contestati sono un prestito da 5.800 euro, che erano stati già pagati 11 mila euro, e l’altro, 35 mila euro di prestito.

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