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Agrigento

La Uil agrigentina ha celebrato la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro

Di Gaetano Ravanà

Lavoro, sicurezza, salute sono da sempre i capisaldi della Uil. Temi ricorrenti, sempre attuali e mai banali. Specie oggi che il mondo è ancora in piena pandemia, verso la cui emergenza sanitaria anche le organizzazioni sindacali si sono spese e continueranno a farlo. Non a caso da mesi una delle campagne social (e non solo) più frequenti è proprio quella che riguarda le “Zero morti sul lavoro” promossa dalla Uil a livello nazionale, per la quale i testimonial d’eccezione continuano a essere parecchi. E di svariate categorie. “Perché c’è sempre da tenere alta l’attenzione e mantenere i riflettori costantemente accesi su un tema mai approfondito abbastanza – dice il segretario provinciale della Uil agrigentina, Gero Acquisto - visto che continuiamo ad assistere a troppi incidenti sul lavoro. Purtroppo, nell'ultimo anno, anche con la Pandemia in corso, la provincia di Agrigento, ha pianto altri morti.

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Oggi anche la Uil agrigentina ha celebrato la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro. E lo ha fatto non solo attraverso mirate e approfondite campagne social ma anche esponendo le proprie bandiere, con slogan mirati, davanti alle proprie sedi. Per ribadire un concetto e sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni, affinché si studino azioni concrete per la salvaguardia e la tutela dei lavoratori.

“Si tratta di una occasione di confronto – continua Acquisto - ascolto e riflessione su temi che riguardano appunto la vita di lavoratori e lavoratrici. Abbiamo avuto tante adesioni, di personaggi di ogni genere ma anche di chi ruota attorno al sindacato, delle nostre donne e i vari rappresentanti sindacali, dopo la diffusione della campagna “Zero morti sul lavoro”. E anche in occasione di questa giornata vogliamo far sentire la nostra voce con una mobilitazione virtuale, in attesa e con la speranza di poter tornare presto a scendere in piazza e manifestare per quei diritti che rappresentano poi la dignità di ogni essere umano. Nell’era dei social ci siamo adeguati anche noi ma siamo desiderosi di poter tornare a far sentire la nostra voce anche nelle piazze, per dare sempre più risonanza a un tema, come detto, purtroppo ricorrente. Vogliamo dire basta perché queste percentuali così drammatiche, ogni anno, anziché mostrare un segno negativo di incidenza, sono pressoché uguali se non in aumento. Ecco perché questa campagna social, per un grido, quello della Uil tutta, che speriamo arrivi forte e chiaro sui tavoli di governo – conclude – dove troppo spesso si guardano solo le poltrone e poco l’operatività e la salvaguardia del lavoro”.

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