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S'indaga per omicidio colposo

Liborio Campione è morto bruciato dentro un capannone invaso dalle fiamme a Cattolica Eraclea

S'indaga per omicidio colposo

Cattolica Eraclea. E' omicidio colposo il reato ipotizzato nell'inchiesta della Procura di Agrigento, sulla morte di Liborio Campione, il cinquantenne senzatetto di Cattolica Eraclea, trovato carbonizzato all'interno di un capannone comunale, utilizzato per il ricovero dei materiali e mezzi della nettezza urbana, in contrada "Balate", alla periferia del piccolo centro dell'Agrigentino. Fino a ieri non c'erano persone iscritti sul registro degli indagati, e attualmente si procede a carico di ignoti.

Molte sono però ancora le cose da chiarire in questo dramma della solitudine e povertà. A cominciare dalla causa dell'incendio. La vittima era molto conosciuta in paese. Da anni disoccupato, dopo una parentesi trascorsa a Milano, era tornato nel suo paese d'origine. Era una presenza fissa delle zone del centro e si vedeva in giro in compagnia del suo amato cane. Ogni tanto per lui, arrivava una mano di aiuto da parte di qualche privato o del Comune, che gli assegnavano dei piccoli lavoretti, per permettergli di racimolare qualche centinaio di euro. Ma non chiedeva niente a nessuno. I suoi punti di riferimento erano di giorno la mensa dei poveri e la chiesa, di notte quel locale, una sorta di alloggio di fortuna all'interno del deposito comunale, dove l'altro ieri notte è scoppiato un incendio. A vederlo morire il suo cane, il suo migliore amico, fortunatamente sopravvissuto al rogo. Liborio Campione non era il custode di quel capannone, come la voce circolata in un primo momento. Sulla vicenda il sindaco di Cattolica Nicolò Termine non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, anche se avrebbe chiarito di non sapere, che Campione vivesse là dentro. E per stabilire eventuali responsabilità ieri stesso il Comune ha avviato un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità. Va detto però che in paese la situazione era nota a tutti o quasi. Certamente era nota all'anagrafe infatti dalla carta d'identità risulta residente proprio in contrada "Balate". Da qualche anno aveva stabilito la sua dimora in quella precaria struttura, ricavandogli un alloggio per lui e il suo cane. Come sia scoppiato il rogo è comunque ancora tutto da verificare. Secondo una prima analisi l'incendio potrebbe essere scoppiato a causa della presenza di alcune stufette elettriche collocate per riscaldare l'ambiente. Una delle stufe potrebbe non aver funzionato correttamente, oppure potrebbe essere stata inavvertitamente accostata a qualcosa di infiammabile. Ma tutto è ancora da verificare e non si esclude nemmeno che possa trattarsi di un incendio doloso. Nel frattempo ieri nella camera mortuaria del cimitero di Cattolica Eraclea, il medico legale ha effettuato l'ispezione cadaverica sui resti bruciati del cinquantenne. Poi la salma è stata dissequestrata.

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