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Questi due terroristi sono stati tra di noi

Sia il killer di Berlino che un coinvolto nella strage del Bardo a Tunisini sono noti alla locale questura

Questi due terroristi sono stati tra di noi

Si era sempre parlato della possibilità che, attraverso i barconi carichi di migranti, che sbarcano sulle coste agrigentine, soprattutto a Lampedusa e a Porto Empedocle, potessero infiltrarsi terroristi, che fanno riferimento al califfato dell’Isis.

Tale eventualità è diventata realtà, con il ventenne tunisino Anis Ben Amri, alla guida del tir killer piombato sui mercatini di Natale, in Germania, uccidendo 12 persone e ferendone una cinquantina. Amri, ucciso dalla Polizia a Milano, giunse a Lampedusa nel febbraio del 2011 a bordo di una delle tante carrette del mare, che fuggivano dopo la fine del regime di Ben Alì. Allora sulla più grande delle Pelagie, e in altre coste della provincia sbarcarono migliaia di nordafricani, la maggior parte provenienti proprio dalla Tunisia. Al suo arrivo a Lampedusa il tunisino cerco di camuffare la sua identità agli agenti della Mobile, e della Scientifica della Questura. Era maggiorenne da tre mesi, e con già sulle spalle una condanna a 5 anni, ma all’identificazione storpiò il nome in Anis Amir, e si dichiarò diciassettenne. E' stato ricoverato nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola, fino al 20 settembre di quell’anno, quando assieme a un gruppo di connazionali partecipò a una rivolta, culminata con l'incendio che distrusse la struttura. Dopo quel fatto fu trasferito a Sigonella, dove venne processato e condannato a 4 anni.

Terroristi "travestiti" da migranti, come il 23enne marocchino Abdel Majid Touil, bloccato il 20 maggio dell'anno scorso dalla Digos e dal Ros, nel Milanese, perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi. Il giovane si trovava ad Agrigento qualche mese prima di quell'attacco terroristico. Era febbraio, infatti, e Touil, arrivò con una nave militare italiana a Porto Empedocle. Qui era stato identificato dai poliziotti dell'Ufficio Immigrazione, insieme ad altri 72 migranti, e aveva ricevuto dal Questore Mario Finocchiaro, un provvedimento di espulsione. Il giovane, dichiarato come un soggetto da espellere, avrebbe ricevuto un’«intimazione», ossia un foglio in cui si notifica l’obbligo di lasciare il Paese entro 15 giorni, che viene consegnato in stato di libertà. Da Lampedusa ad Agrigento. Qui passano tantissimi marocchini, tunisini e di altri paesi africani, e poi magari prendono un treno o un pullman per spostarsi altrove. Angelino Alfano, da ministro dell'Interno, più volte ha sottolineato di non aver mai escluso il rischio di terrorismo, anche sui barconi che giungono nell'agrigentino.

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