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Kolymbetra, il 2017 sarà l'anno del decollo

Nell’anno appena compiuto si sono contate 83mila presenze. Quasi 21.500 in più rispetto alo 2015

Kolymbetra, il 2017 sarà l'anno della svolta

Nel 2016 è salito a 83mila il numero dei visitatori al Giardino della Kolymbetra con ben 21mila e cinquecento accessi in più rispetto al 2015.

E il numero è senza dubbio destinato a crescere anche nel 2017 con l’apertura dell’ipogeo che collega il Giardino della Kolymbetra con Porta V. Un progetto sul quale stanno già lavorando, in perfetta sinergia, il Fai e il Parco della Valle dei Templi e che vedrà la luce a metà del prossimo mese di marzo, giusto il tempo di completare la terza sessione dei lavori nei 180 metri dell’ipogeo e organizzare al meglio la cerimonia di inaugurazione.

«L’incremento di visite nel 2016 – spiega Giuseppe Lo Pilato, direttore del Giardino della Kolymbetra – è dovuto in primis al fatto che il Giardino è ormai una mèta conosciuta e non sono affatto poche le persone che ritornano una seconda e una terza volta. Poi, non meno importante, anzi, c’è la collaborazione con il Parco della Valle dei Templi e mi riferisco anche alla vendita dei biglietti di ingresso al Giardino direttamente al botteghino della Valle dei Templi. Nel corso degli anni, abbiamo sviluppato un’attività di collaborazione con oltre sessanta esercizi commerciali, tra i quali hotel, B&B, ristoranti, che si occupano di turismo ed effettuano una propaganda a tappeto del Giardino. Per ultimo, ma non di certo per ordine di importanza, c’è l’attività promozionale svolta dal Fai sul territorio nazionale».

-Come utilizzate il ricavato dalla vendita dei biglietti?

«Una parte è destinata alla manutenzione del Giardino e al miglioramento del servizio di accoglienza turistica. Quest’anno abbiamo in cantiere anche diversi altri progetti: realizzare dei servizi igienici adeguati al numero di visitatori; potenziare l’area attrezzata anche con un punto vendita (attraverso macchine automatiche) di bevande e cibo preconfezionato; migliorare la cartellonistica affinché la descrizione di un bene non sia un messaggio didattico e scientifico da addetti ai lavori ma accessibile a tutti».


Molto del vostro successo è dovuto alla collaborazione con terzi. Puntate a questo anche nel 2017?


«Sicuramente. Abbiamo già una attività di collaborazione con Spazio Temenos, le Fabbriche Chiaramontane e la Farm cultural park. A giorni entreranno a far parte anche Ecclesia Viva e il Comune di Agrigento. L’obiettivo, comune a tutti, è di mettere in rete i beni culturali presenti sul territorio. Agrigento può crescere soltanto grazie alla spinta di tutti e non del singolo individuo».

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