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Porto Empedocle, riapre il cantiere per l'Asse urbano

Irsap e l'impresa riabilitata dal Cga pronti a completare un'opera strategica

Porto Empedocle, riapre il cantiere per l'Asse urbano

PORTO EMPEDOCLE - Più che una ripresa dei lavori, un primo passo dopo 4 anni di stop. Stamattina la Soredil si rimetterà ad operare all’interno del cantiere dell’Asse urbano di Porto Empedocle, bloccati nel 2012 da un’informativa atipica antimafia firmata dall’allora prefetto Francesca Ferrandino.

Il rappresentante del Governo sostenne che, a carico dell’Ati che si era aggiudicato l’appalto nel 2010 “non si escludeva il pericolo di infiltrazioni mafiose atte a condizionare la gestione della predetta società”. Tutto basato su elementi indiziari e incontri che, successivamente, si reputarono privi di possibili effetti “inquinanti”. Ci penserà infatti il Cga, nel 2016, a stabilire che “nessuno degli elementi su cui si fonda l’informativa impugnata poteva e può essere considerato alla stregua di un fattore obiettivo di rischio”.

Subito dopo la sentenza l’Irsap, attraverso il commissario Mariagrazia Brandara e agli uffici tecnici dell’ente, iniziarono a riannodare i fili con Soredil e le altre società per poter far ripartire le opere. Un accordo raggiunto attraverso misure di “compensazione” che indennizzavano il privato degli anni di fermo e, soprattutto, dell’aumento dei materiali.

Così stamattina arriverà il taglio del nastro, per quanto, ci spiegano proprio dalla società della famiglia Sorce, sarà prima necessario ripristinare i luoghi, decespugliarli, rimuovere le parti ammalorate e rimettere in piedi il cantiere prima di poter riprendere a lavorare a pieno ritmo. La consegna, cosa più cosa meno, dovrebbe essere garantita nei tempi stabiliti da contratto, ovvero in circa un anno e mezzo. Per finanziare le opere, che riguardano soprattutto il completamento del viadotto Pian del Molo, ci sono a disposizione 5 milioni e 200mila euro già stanziate e finora tenute in un “cassetto” in attesa che la vicenda giudiziaria fosse definitivamente conclusa.

“Abbiamo superato le criticità burocratiche e fatto le dovute verifiche – dice il commissario Maria Grazia Brandara – e adesso siamo nelle condizioni di riavviare l’attività del cantiere per far sì che Agrigento abbia un’incompiuta in meno e un’infrastruttura in più al servizio delle aree industriali, portuali e turistiche di Porto Empedocle che agevoli la viabilità costiera e l’accessibilità al porto”.

A beneficiare dell’opera, quando sarà completata, sarà comunque soprattutto il centro abitato, che in questo modo sarà alleggerito dal passaggio dei mezzi pesanti che in questo momento attraversano la zona di piano Lanterna e costituiscono, da sempre, un motivo di sforamento dei parametri di Pm10.

Livelli che, comunque, non è più possibile misurare da alcuni anni a causa della chiusura delle centraline della ex Provincia regionale.

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