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L'aeroporto scomparso dai radar

Libero Consorzio, dell’infrastruttura non c’è traccia nel piano triennale delle opere pubbliche varato dall’ente

L'aeroporto scomparso dai radar

Se ne è andato in silenzio. Dopo anni di battaglie, di promesse, e di oggi vani sogni di gloria.

Il progetto per l’aeroporto di Agrigento è infatti sparito dai radar. E non solo da un punto di vista politico, ma proprio nel senso burocratico del termine. Nel piano triennale delle opere pubbliche approvato nei giorni scorsi dal commissario del Libero consorzio Barberi è infatti scomparsa ogni traccia del «grande progetto aeroporto», che tuttavia ancora oggi ha all’ex Provincia un responsabile tecnico.

Più un accantonamento che una cancellazione, da quanto ci spiegano i tecnici (dato che in realtà il capitolo non è stato mai «riempito» dalla Regione né sembra che vi sia interessa a farlo nei prossimi anni) ma comunque un passo che non può non avere una refluenza politica se si pensa agli anni di proteste, tende canadesi, cortei e schieramenti trasversali scesi in campo per sostenere quello che, allora, sembrava l’unico vero volano per questo territorio. L’ultimo passaggio noto della vicenda risale al 2014, quando l’ex Provincia già da un paio di anni era in attesa di una risposta dall'Assessorato regionale territorio e ambiente sulla possibilità di variare la finalità urbanistica delle aree all'interno del comune di Licata da destinare appunto alla costruzione dell’opera. Richiesta che probabilmente non ha ancora ricevuto risposta (abbiamo infruttuosamente tentato di avere maggiori ragguagli dall’ente) così come, più banalmente, non sono state mai stanziate le risorse necessarie per procedere al bando. Del resto, va detto, il progetto non è più al centro di qualsivoglia dibattito politico ormai da anni (unico paladino del progetto fu l’ex presidente Eugenio D’Orsi, cui aggiungere la partecipazione «fredda« di deputati e ministri, per anni immortalati in un celebre cartellone pubblicitario) e lo stesso Libero consorzio ha, nel tempo, continuato a «declassare» la realizzazione dell’opera nel proprio Piano triennale, spostandolo sempre più in basso in ordine di priorità fino ad eliminarlo.

Così all’ex Provincia, anche in considerazione delle nuove normative, non è rimasto altro da fare che trasformare un «libro dei sogni» in un vero e proprio bollettino delle emergenze. Dentro il Piano triennale, infatti, hanno trovato spazio quasi unicamente progetti di consolidamento e messa in sicurezza di strade e scuole, la quasi totalità ovviamente con fondi non dell’ente. Anche, questi, una speranza da realizzare più cantieri pronti ad essere inaugurati.

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