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Agrigento, nuova rete idrica, arrivano i soldi

La Regione Sicilia ha inserito i fondi nel Bilancio

Fanaco, l'acquedotto che si guasta una volta alla settimana

Rifacimento della rete idrica di Agrigento, le somme per l'opera sono state inserite nel bilancio della Regione Siciliana. Anticamera – si spera – del decreto di finanziamento. Il decreto, firmato nei giorni scorsi, registra in entrata per i prossimi esercizi finanziari gli importi messi a disposizione nel cosiddetto “Patto per il Sud”, nel dettaglio 9.976.595 euro per il 2017, 7.004.780 euro per il 2018 e altrettanti per il 2019, cui si aggiungono altri 2.918.658 euro per arrivare alla somma complessiva di 26 milioni e novecentomila euro che dovranno servire, dopo anni, a rendere più efficiente il sistema idrico cittadino. Un passaggio burocratico, certo, ma sostanziale: dato che solo adesso in qualche modo sarà possibile immaginare una forma “liquida” (è il caso di dirlo) di questi milioni.

Dalla Girgenti acque, al momento, bocche cucite: si è “incassato” il provvedimento senza darne notizia e si continua ad attendere che ci sia il passaggio successivo, ovvero il vero e proprio decreto di finanziamento che metterà in funzione i cantieri attesi da appena 7 anni. Era il dicembre 2010 quando il sindaco Marco Zambuto annunciò l’approvazione del progetto e l’avvio della “battaglia politica con Roma” per far decretare lo stanziamento delle risorse. Battaglia consumata senza vittime né sparo di colpi, in realtà, dato che ancora oggi si sta attaccati al capezzale della Regione nella speranza che dal tavolo cada qualche spicciolo (si fa per dire) che, tra l'altro, è stato già stanziato. Di buono c'è che, almeno, la città ha scongiurato l'eventualità di fare cittadino onorario l'ex presidente Raffaele Lombardo, all'epoca presentato da Zambuto come l'eroe che donò queste somme ad Agrigento.

L'opera, in sé, avrebbe evidenti ripercussioni sulla qualità del servizio idrico: al netto di sospensioni dell'erogazione, problemi con consorzi acquedottistici, riduzione della fornitura da parte di Siciliacque potrebbe ridurre in modo significativo le perdite – che oggi si attestano intorno al 70% dell'acqua erogata – far quindi contrarre i costi per l'acquisto di acqua dal sovrambito e, ancora, accorciare i turni di fornitura, negli ultimi mesi divenuti spesso al limite dell'insostenibilità. A pendere sui cantieri c'è potenzialmente una Spada di Damocle lasciata in “eredità” dal commissario per la depurazione ed assessore regionale Vania Contrafatto. E' lei, infatti, ad aver chiesto parere all'Avvocatura dello Stato rispetto alla possibilità di affidare i lavori per il megadepuratore consortile di Villaggio Mosè in maniera diretta al Gestore del servizio idrico. Problema che, a strascico, potrebbe portare con sé difficoltà proprio nell'appalto per la rete idrica se si dovessero rilevare difficoltà burocratiche – o di legittimità – rilevanti. Una possibilità oggi che appare al massimo come un ulteriore elemento di “disturbo”.

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