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Daniela Musso è rimasta pure senza avvocato

Gara di solidarietà per la mamma di Ribera che vive a Milano: malata di cancro, chiede di rivedere i suoi bambini

Daniela Musso è rimasta pure senza avvocato

Ribera (Agrigento) - Piovono a pioggia da tutta Italia solidarietà, consigli e aiuti per Daniela Musso, la giovane donna riberese, residente a Milano, che, affetta da tumore e in chemioterapia da tempo, vuole vedere i suoi due bambini che gli uffici della Solidarietà Sociale del Comune di Milano le hanno tolto per affidarli ad una comunità.

«E’ vero che l’avvocato con patrocinio gratuito in questi giorni ha abbandonato l’incarico – scrive la donna su facebook – ma è anche vero che altri avvocati l’hanno contattata per seguire in maniera del tutto gratuita tutta la sua vicenda che in questi giorni è stata riportata da tutta la stampa nazionale, dal Trentino alla Sicilia».

Con Daniela Musso, da poco quarantaduenne, si sono schierate tutte le associazioni italiane, i giornali progressisti, cittadini comuni che annunciano di volere collaborare affinchè la donna possa rivedere i suoi due bambini di 4 e 6 anni che oggi rivede appena per qualche ora al mese.

“C’è il rischio che i miei due figli, oggi in comunità – scrive la donna che abitata da alcuni anni a Milano con il marito, inizialmente senza alcuna occupazione – possano essere divisi perché il giudice ha deciso in maniera drastica di dare in adozione il più piccolo. Mi sono rivolta ai giornalisti de “Le Iene” per dare più clamore alla mio dramma perché sono una mamma malata e non voglio morire senza stare insieme ai miei figli”.

Perfino, il sindaco di Ribera, Carmelo Pace, 48 ore fa, ha indirizzato una nota al sindaco di Milano Giuseppe Sala e agli uffici milanesi delle Politiche Sociali di volere fornire qualche chiarimento sulla toccante vicenda della donna. “Secondo quanto la signora Musso riferisce, i servizi sociali del Comune di Milano due anni fa – scrive il primo cittadino Pace - le avrebbero portato via i suoi due bambini, e dichiara, altresì, che i motivi che hanno portato a tale provvedimento sono riconducibili esclusivamente ai suoi problemi di salute”.

Nella lettera il sindaco Pace, oltre a delucidazioni sulla vicenda agli uffici competenti del Comune di Milano, chiede se sia possibile oggi trovare una soluzione che possa permettere alla donna pare malata terminale di poter vivere i suoi ultimi giorni con i propri figli.

Di tutta la storia si stanno occupando diversi avvocati che in poule avrebbero offerto la loro collaborazione, compresi i legali della trasmissione de “Le Iene”. La più dolorosa preoccupazione della donna pare che sia quella che veda entro la settimana l’affidamento del bambino più piccolo in adozione definitiva ad un’altra famiglia.

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