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Morto a 50 anni familiari dicono «sì» all'espianto d'organi

A Porto Empedocle sono stati donati cornee, fegato e reni

Morto a 50 anni familiari dicono «sì» all'espianto d'organi

Porto Empedocle (Agrigento) - Compiuto l’espianto degli organi su un cinquantenne di Porto Empedocle, ricoverato dal fine della scorsa settimana, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Grazie al generoso consenso al prelievo degli organi accordato dai familiari dell'uomo, è stato possibile attivare in tempo utile la complessa macchina degli espianti. L'empedoclino colto da un improvviso malore in casa è stato ricoverato d'urgenza a seguito di un'emorragia cerebrale.

Sin dal primo momento la diagnosi non gli lasciava speranze. Nella notte tra sabato e domenica è stata accertata la morte con la cessazione irreversibile. Trascorse le sei ore necessarie dall’accertamento della morte cerebrale, è arrivato l’okay per l’espianto. Da una tragedia è nata la speranza per altre persone sofferenti. I familiari pur affranti da un indescrivibile dolore per la perdita del loro congiunto, si sono distinti per un grande gesto di generosità, permettendo a delle persone, di vivere una vita migliore.

L'espianto degli organi è stato disposto dalla direzione sanitaria dell'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Dopo le necessarie autorizzazioni, in elicottero, è arrivata una equipe medica dall'Ismett di Palermo, il primo ospedale in Italia progettato e realizzato esclusivamente per le attività di trapianto e cura delle insufficienze terminali di organi vitali. Gli organi prelevati sono stati il fegato, i reni e le cornee.

Organi finiti a Palermo.

Tutta l'attività è durata quasi cinque ore, ed ha impegnato due medici dell'Ismett, un oculista agrigentino, e il personale infermieristico del San Giovanni di Dio, guidati dal dottore Alfonso Palillo, del centro prelievi e dal responsabile della Rianimazione, e l'anestesista Rosy Provenzano e gli infermieri Calogero Vella, Antonino Vullo e Angelo Lombardo, e l'ausiliaria Giusi Vasile. Resta il gesto esemplare dei familiari dell'uomo deceduto, da mettere in assoluta evidenza perché, grazie alla donazione, oggi è possibile offrire nuove speranze a molte persone in serie difficoltà di salute. In secondo luogo, è doveroso rimarcare la professionalità dei medici e degli infermieri, in sinergia hanno garantito la perfetta riuscita del prelievo multiorgano.

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