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Viadotto Petrusa, oggi sit-in di protesta

La progettazione della nuova struttura non sarà pronta prima di un paio di mesi

Viadotto Petrusa, oggi sit-in di protesta

AGRIGENTO - Viadotto Petrusa, la progettazione della nuova struttura non sarà pronta prima di un paio di mesi. Se questa mattina davanti alle spoglie di quanto resta di una infrastruttura viaria piccola ma decisiva per il transito tra Agrigento bassa, Favara e Villaggio Mosè si terrà un sit-in bipartisan, da Anas l'unica concessione fornita è la conferma che il progetto per il nuovo viadotto è in fase di realizzazione e che sarà consegnato verosimilmente «entro l'inizio dell'estate».

Con un necessario «ps»: «estate» secondo la società di gestione del patrimonio stradale statale va individuata proprio come data astronomica, e quindi significa tra fine giugno e inizio luglio. Poi ci sarà da mettere a gara gli interventi e farne avviare la realizzazione.

Significa che, anche se nessuno ha azzardato una stima ufficiale, ci vorranno almeno altri 6 mesi prima che questa bruttissima pagina venga chiusa e i diritti vengano restituiti a cittadini ed automobilisti. Intanto, come dicevamo, stamattina davanti alla rotonda di Petrusa si riuniranno partiti politici, sindacati, amministratori e associazioni. Tutte presenti all'iniziativa per chiedere chiarezza e tempi celeri per la riapertura (anzi, la ricostruzione) della struttura. Sul tema, tra l'altro, sono state prodotte delle interrogazioni parlamentari, l'ultima nei giorni scorsi a firma del deputato Pd Maria Iacono.

Destinatario dell'atto, il ministro Graziano Del Rio. Lo stesso che poche settimane fa venne ad Agrigento insieme al collega Angelino Alfano ad inaugurare il raddoppio della Statale 640 spiegando che i cantieri erano conclusi e l'opera era completa.

Affermazione vera, ma incompleta. Perché se è vero che il Petrusa rappresenta un altro asse viario (tanto che gli interventi di demolizione sono stati condotti solo per la porzione che in qualche modo interferiva con la «Strada degli scrittori»), senza questo svincolo la strada intitolata a Pirandello, Russello, Camilleri e Sciascia non collega con Agrigento Bassa né, provenendo da Favara, è possibile raggiungere il capoluogo senza tentare la sorte su strade secondarie Provinciali spesso in cattive condizioni di salute. Anzi, proprio in tal senso si registra come in via Papa Luciani, oggi unico «sfogo» diretto da Agrigento centro, siano presenti alcuni restringimenti di carreggiata dovuti a lavori sulla sede stradale.

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