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Il «giallo» della gioielliera morta e dei gioielli spariti: c'è una indagata

Si tratta della badante di Lucrezia Pagliari, settantenne, che è stata trovata senza vita nei giorni scorsi nella sua abitazione

Porto Empedocle (Agrigento) - Prima svolta nelle indagini sulla morte della gioielliera settantenne Lucrezia Pagliari e sulla sparizione di numerosi gioielli dalla rivendita e dalla casa della donna. Pagliari venne trovata alcuni giorni fa priva di vita, riversa sul pavimento della propria abitazione nuda, pancia e faccia sul pavimento.

Dalla gioielleria e dalla casa sparirono per alcune ore alcuni oggetti preziosi, pare prelevati dalla donna che si prendeva cura di Pagliari da diverso tempo. La badante avrebbe parlato di «precauzione», visto l’ingente valore degli oggetti.

Oggetti che successivamente sono stati restituiti al curatore nel frattempo nominato dal Tribunale, nella persone dell’avvocato Davide Santamaria, legale della figlia adottiva della gioielliera Elena. La faccenda è parsa però subito poco chiara, tanto che la Procura della Repubblica di Agrigento ha deciso di disporre l’autopsia sulla salma, ma non solo. Con il passare dei giorni altri «tasselli» non sarebbero tornati al loro posto, ad esempio i gioielli. Per questo motivo il sostituto procuratore della Repubblica Federico Panichi ha iscritto sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di furto la badante di Pagliari, F.R.

Parallelamente c’è un’indagine ancora molto sfumata per omicidio, ma ovviamente al momento a carico di ignoti, anche alla luce dell’attesa dell’esito dell’esame autoptico svoltosi giovedì mattina nella camera mortuaria del cimitero di Porto Empedocle. Al termine dell’esame la salma è stata restituita ai familiari per i funerali che si terranno questa mattina. Ma questa storia non è ancora finita. Anzi. Detto dell’iscrizione sul registro degli indagati della badante della gioielliera e dell’estraneità - al momento - della figlia Elena, spesso ai ferri corti con la madre adottiva, ma ai domiciliari il giorno in cui la madre venne trovata morta, ndr - c’è quello che è lo snodo cardine di questa vicenda. Il testamento, l’eventuale eredità che Pagliari avrebbe lasciato. Nella casa della donna c’è una cassaforte che al momento non è stato ancora possibile aprire. E’ talmente spessa e incassata in una parete che non è ancora stato possibile aprirla per verificare se all’interno vi sia - come molto probabile - il testamento eventuale, altri documenti o oggetti di valore. A rigor di logica i beni della gioielliera dovrebbero passare alla figlia adottiva Elena, ma la certezza si avrà solo quando tale attestazione sarà certificata dinanzi a un pubblico ufficiale. E c’è di più. A mancare all’appello degli inquirenti ci sarebbe anche l’agenda con la quale Lucrezia Pagliari «registrava» quanto accadeva nella gioielleria. Ricapitolando: mancano gioielli, il testamento e l’agenda, c’è una persona indagata per furto, un decesso sulla cui causa si attende l’esito degli esami clinici e una figlia che aspetta di sapere se e cosa avrà lasciato la madre. Quanto basta per rendere la faccenda degna di un giallo degno del commissario Montalbano.

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