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Canicattì, Marco ucciso con due pugnalate che hanno trafitto il cuore

Eseguita ieri pomeriggio l'autopsia sul corpo del giovane. Oggi i funerali, proclamato dal sindaco il lutto cittadino. Intanto, la città si mobilita per una fiaccolata contro la violenza.

Canicattì, Marco ucciso con due pugnalate che hanno trafitto il cuore

CANICATTI' - Due coltellate sferrate con forza, che hanno raggiunto Marco Vinci al cuore. E’ questo quanto emerge dall’autopsia effettuata ieri pomeriggio nella camera mortuaria dell’ospedale Barone Lombardo dal perito nominato dalla Procura di Agrigento il dottor Cataldo Raffino dell’Università di Catania. Esperto che si è riservato 60 giorni di tempo per depositare gli esiti dell’esame effettuato ieri e durato oltre tre ore. Due i colpi , sferrati da Daniele Lodato ed entrambi letali. Oggi, pomeriggio nella chiesa “Gesù Amore Misericordioso” di Canicattì i funerali di Marco. E domani sarà lutto cittadino proclamato dal sindaco Ettore Di Ventura, che ieri è tornato a chiedere al Prefetto di Agrigento la convocazione di una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. In mattinata, ma non si sa con quale stato d’animo il fratello Fabio, sosterrà la prima prova scritta degli esami di maturità all’istituto per ragionieri e geometri Galileo Galilei della città. Ad attendere dietro la porta dell’obitorio, i genitori di Marco, il fratello, zii e amici della vittima accompagnati dal legale della famiglia l’avvocato Santo Lucia.

Sul fronte delle indagini, non ci sono novità. Gli inquirenti, non credono alla versione fornita dal pregiudicato di essere stato aggredito da Marco e da altri due giovani e che avrebbe poi scatenato la furia omicida di quest’ultimo. Le testimonianze che abbiamo raccolto - dicono- descrivono cose ben diverse da quelle che Daniele Lodato ha sostenuto anche ieri durante l’udienza di convalida che si è celebrata davanti al Gip del Tribunale di Agrigento.

Non si conoscono le decisioni dal Gip, ma pare scontato che Lodato, con precedenti per spaccio e rapine rimanga in carcere. L’ultima sua denuncia risale al 14 giugno, quando, la polizia lo aveva fermato completamente ubriaco alla guida di uno scooter e con arnesi atti allo scasso sotto la sella del motorino. Il reato ipotizzato era stato di guida in stato di ebrezza ed uso di oggetti atti ad offendere.

Intanto, venerdì la città si mobilita per una fiaccolata contro la violenza. Un corteo alle 20 partirà da piazza Iv Novembre per raggiungere il luogo dell’assassinio diventato meta di pellegrinaggio. In tanti, a depositare fiori e pensieri per Marco Vinci. Marco, la prossima settimana sarebbe dovuto partire per raggiungere la Svizzera. Dopo avere aiutato per anni il padre nell’azienda agricola di famiglia un cugino gli aveva trovato un lavoro nel settore dell’accoglienza turistica. Un sogno che stava per avverarsi spezzato dall’azione irresponsabile di un balordo.

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