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Agrigento

Concluso il processo diocesano per Livatino beato

Di Francesco Di Mare
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Una testimonianza attesa da mesi e per la quale è stato necessario attendere più del previsto. Il «faldone» adesso è chiuso, nelle prossime settimane il cardinale Montenegro lo porterà personalmente o chi per lui in Vaticano. Tutti i documenti e la ventina di testimonianze raccolte dal Tribunale ecclesiastico di Agrigento presieduto da don Lillo Argento, tra le quali quelle di una donna guarita da un presunto miracolo e di alcuni avvocati di Agrigento e Canicattì, che nella loro attività professionale hanno avuto modo di confrontarsi con il giudice Rosario Livatino, saranno passati al setaccio.

A curare la postulazione della Causa di canonizzazione è don Giuseppe Livatino, cugino del magistrato. Entro l’anno il materiale raccolto sarà al vaglio della Sacra Congregazione per le cause dei Santi a Roma, per la valutazione finale circa l’eroicità delle virtù del Servo di Dio. Successivamente sarà il prefetto di tale Congregazione vaticana, sulla base delle conclusioni tratte dalle commissioni teologica e scientifica, a proporre al Pontefice la firma del decreto di venerabilità, che permetterà al Servo di Dio di essere destinatario di culto pubblico, nell’attesa di essere proclamato beato. Sulla tempistica non si possono fare pronostici, visto che a essere sul punto di essere dichiarato beato non è «solo» Rosario Livatino. Una lista lunga che in Vaticano devono vagliare con calma. Intanto d’intesa con Don Giuseppe Livatino, il Consiglio dell’Ordine dei commercialisti ha deliberato di elargire un contributo economico rivolto a sostenere la causa di beatificazione.

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