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Lo sporco dossier dei rifiuti in Sicilia. «Nell’Isola quadro impressionante»

Il tour della commissione parlamentare. Da Bellolampo a Mazzarrà, discariche “sotto inchiesta”

Luisa Santangelo

24 Luglio 2024, 18:50

discarica b

Due giorni per capire come funziona la gestione dei rifiuti in Sicilia e, alla fine, arrivare alla conclusione che «ci sono tante cose da sistemare e da mettere a posto». Si è concluso ieri il tour in Sicilia della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. La “Missione Sicilia”, così l’hanno chiamata, si è svolta lunedì e martedì tra le province di Palermo e quella di Messina.
A comporre la delegazione, il presidente della commissione, il deputato Jacopo Morrone (Lega), il senatore Pietro Lorefice (Movimento 5 stelle) e gli onorevoli Eliana Longi (Fratelli d’Italia), Maria Stefania Marino (Partito Democratico) e Calogero Pisano (Noi moderati).

La situazione di Mazzarrà Sant'Andrea (Messina)

Il programma era fitto: il 22 luglio, in mattinata, prima un sopralluogo alla discarica di Bellolampo (Palermo) e poi, nella prefettura del capoluoo di regione, l’audizione del prefetto Massimo Mariani, del procuratore capo della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia, del procuratore della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto Giuseppe Verzera, del presidente e del segretario generale Anci Sicilia Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, e del presidente di Legambiente Sicilia Tommaso Castronovo.

Martedì 23 luglio, ieri, un’altra provincia, Messina: un tour alla discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, dove lo scorso 25 giugno è divampato un incendio che, nella sua fase acuta, secondo i dati diffusi dall’Arpa Sicilia, ha fatto registrare «concentrazioni di diossine» fino a «36 volte superiori rispetto al valore di riferimento». Numeri poi rientrati nelle ore successive allo spegnimento del rogo, durato fino al giorno dopo.
«Sono rimasto impressionato dalla situazione osservata nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, – ha commentato Morrone – che appare come una vera e propria emergenza che si trascina da troppo tempo su cui accendere i riflettori. Come Commissione ci attiveremo al più presto con audizioni per capire l’eventuale pericolosità per la salute dei residenti derivante anche dai roghi che divampano con troppa frequenza. Mi attiverò anche nei confronti del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, nominato quest’anno commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata del sistema di gestione dei rifiuti, che ha ereditato dal passato un quadro purtroppo critico. Mi sono infine messo in contatto immediatamente con il ministero dell’Ambiente». Il tema sono le ricadute ambientali provocate dalla discarica.

Anche Palermo non ride: i problemi di Bellolampo

Se Messina piange, Palermo certo non ride. «A Bellolampo abbiamo ascoltato tante buone intenzioni ma ci sono molte cose da sistemare, anche perché ci risultano da diversi anni incendi periodici e malfunzionamenti del Tmb», ha proseguito il deputato Morrone. In questi giorni, per esempio, i tritovagliatori funzionano a singhiozzo e l’assessore all’Ambiente del Comune di Palermo Pietro Alongi ha fatto sapere che l’impianto tornerà a regime solo giovedì prossimo. «C'è un filone di inchiesta della commissione sul sistema rifiuti in Sicilia - ha ricordato Morrone - Potremo verificare se le parole di oggi diventeranno fatti concreti. Vigileremo su questo, abbiamo chiesto documentazioni anche per scongiurare infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema dei rifiuti. Vogliamo fare luce e accendere riflettori là dove la criminalità può inserirsi».
Un lavoro che proseguirà anche nei prossimi mesi. «Le audizioni sono state in parte secretate - ha aggiunto Morrone - Noi di quello che abbiamo visto a Bellolampo faremo una relazione insieme ad Arpa e ai carabinieri del Noe. Collaboreremo con la procura», ha concluso il presidente.