Mafia, quando Ros scambiò imprenditore per Aglieri
PALERMO - La sparatoria che coinvolse il figlio di un imprenditore di Terme Vigliatore, Fortunato Imbesi, inseguito dai carabinieri del Ros il 6 aprile del 1993 e raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco è stata al centro dell’udienza di oggi del processo per favoreggiamento alla mafia all’ex generale del Ros Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, imputati, dopo una assoluzione in primo grado, davanti alla Corte d’appello di Palermo. L’episodio secondo l’accusa è da ricondursi alla cosiddetta trattativa Stato-mafia che vedrebbe coinvolti i vertici del Ros: la sparatoria sarebbe stata finalizzata a mettere in allarme il boss latitante Nitto Santapaola, che si nascondeva a Terme Vigliatore, per farlo fuggire. Una tesi contestata dalla difesa dei carabinieri che sostiene che Imbesi venne scambiato dal Ros per il boss palermitano Pietro Aglieri, all’epoca ricercato. Sul banco dei testi sono saliti Imbesi, il padre, Mario Salvatore, e lo zio Concetto. Mentre Imbesi infatti veniva inseguito e colpito, a casa del padre il Ros effettuava uno strano blitz: lo zio della vittima fu insultato e picchiato e nell’appartamento venne eseguita una frettolosa perquisizione. I testi hanno ricostruito gli episodi rispondendo alle domande del pg Luigi Patronaggio. Nonostante il trambusto Santapaola lascerà terme Vigliatore solo 23 giorni dopo.