Cinema: è morto Carrière, acclamato sceneggiatore tra Bunuel e Forman (2)
(Adnkronos) - Jean-Claude Carrière esordì come scrittore negli ann '50 e iniziò a collaborare con il regista Jacques Tati. Nel 1963 pubblicò il romanzo "L'alliance" (1963), da cui avrebbe ricavato nel 1971 la sceneggiatura del film omonimo di Christian de Chalonge. Sempre nel 1963 avvenne l'incontro con Buñuel per "Il diario di una cameriera" che diede inizio a un sodalizio con il regista spagnolo con il quale lo stile di scrittura di Carrière trovò una sua misura esemplare, insieme sofisticata e tersa, che legò in un unico timbro, ironico ed enigmatico, la parola e l'immagine.
Carrière si è dedicato anche alle riduzioni per lo schermo di opere letterarie, raffinate ed efficaci, come ad esempio "Un amore di Swann" (1984) di Marcel Proust e "Il tamburo di latta" (1979) di Gunther Grass entrambi diretti da Schlöndorff, "I demoni" (1988) dal capolavoro di F.M. Dostoevskij di Wajda e "L'insostenibile leggerezza dell'essere" (1988) dal romanzo di Milan Kundera con la regia di Philip Kaufman.
La versatilità di Carrière si è esplicata anche in divertite variazioni sui generi, dalla commedia al gangster film all'horror gotico: dalla reinvenzione al femminile di un'immaginaria rivoluzione latinoamericana in "Viva Maria!" (1965) agli umori anarchici di un Ottocento antiborghese in "Il ladro di Parigi" (1967), entrambi di Malle: dalle avventure degli agitatori carbonari sullo sfondo di una Provenza romantica in "L'ussaro sul tetto" (1994) di Jean-Paul Rappeneau alla scanzonata cornice gangsteristica anni Trenta di "Borsalino" (1970) di Deray.