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L'imprenditore che ha denunciato racconta «Così la mafia mi ha sottratto l'azienda»

E il 9 luglio in Tribunale potrà accusare i suoi estortori
Di Carmen Greco

Ormai ha perso la sua azienda, ma il 9 luglio avrà la soddisfazione di potere accusare i suoi estortori in un'aula di giustizia. Li ha denunciati tutti, infatti, l'imprenditore, oggi 59enne, che nel 2005 ha conosciuto l'uomo del clan Santapaola che gli avrebbe portato via l'azienda di famiglia, un capannone per il confezionamento delle insalate pronte a Piano Tavola. «Era uno dei nostri fornitori - racconta l'imprenditore - e all'inizio si presentò come una persona molto disponibile. Nel periodo d'oro producevamo 20mila buste al giorno destinate alla grande distribuzione. Lui, questo Ferdinando Vinciguerra, ci faceva i prezzi migliori, ci permetteva pagamenti dilazionati e così a poco a poco è diventato il nostro unico fornitore. Fino a quando, avendo un debito di circa 300mila euro con lui, non si è proposto per entrare al 50% in società. All'epoca mi sembrò una giusta soluzione e accettai, ma già dall'indomani le cose in azienda cambiarono radicalmente. Ci impose personale che non ci serviva, si impossessò degli uffici e dei macchinari, insomma noi, a poco a poco, fummo estromessi dalla nostra impresa. Ci ha sopraffatto con la violenza e con le minacce». Quando ha deciso di rivolgersi ai carabinieri? «Quando ho sentito che venivano esponenti di famiglie mafiose. Lui mi diceva oggi viene tizio del clan Santapaola e, a quel punto, non potevo assolutamente accettare questo stato di cose. Sono andato dai carabinieri di Paternò e l'ho denunciato. Oggi di cosa si occupa? «Vendo barche». Se domani si presentasse da lei un altro estortore? «Farei la stessa cosa. Lo denuncerei». L'ARTICOLO COMPLETO NELL'EDIZIONE IN EDICOLA

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